Banche, Fabi lancia l’allarme sullo smart working

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di Matteo Chiamenti 26 Luglio 2021 | 10:58

«All’interno delle banche, ma credo valga anche per altre aziende, lo smart working ha diviso, ha creato gruppi contrapposti, di dirigenti. Il primo gruppo è rappresentata soprattutto da quei dirigenti che vorrebbero un ampissimo utilizzo del digitale e in questo caso un ampissimo utilizzo anche dello smart working. Quindi, digitale e smart working cammineranno insieme. Il secondo gruppo, come nelle migliori tifoserie, Curva Sud contro Curva Nord, è rappresentato da quei dirigenti che hanno come unico obiettivo quello di vendere. Vendere prodotti finanziari, servizi, quelli che amano con il contatto fisico con la clientela perché estremamente utile per raggiungere i loro obiettivi» Lo ha detto stamattina il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Omnibus in onda su La7.

«Se il sindacato non sarà attento e reattivo, lo smart working potrà diventare uno strumento per ridurre i diritti dei lavoratori, per tentare di emarginarli dalla vita aziendale e, soprattutto, per ottenere, da parte delle aziende, risparmi di ogni genere con tagli dei costi indiscriminati. Saranno quindi i vertici delle aziende a decidere, ma certamente il sindacato dovrà svolgere un ruolo di tutela e di garanzia e non quello di semplice spettatore. Insomma, lo smart working è un argomento da gestire e da condividere con le aziende nell’esclusivo interesse dei lavoratori. È vero che i cambiamenti organizzativi saranno profondi, sia per l’introduzione del digitale sia per un cambiamento radicale dei modelli organizzativi. Ma il fattore umano resterà per noi fondamentale e centrale. Il rischio concreto è rappresentato da un abuso dello smart working, sia per ridurre i posti di lavoro sia per un taglio radicale dei costi sia per creare le condizioni di esternalizzazioni selvagge. Con l’Abi e le banche abbiamo definito un accordo che, in deroga al contratto nazionale per gestire l’emergenza Covid, ha consentito un utilizzo ampio dello smart working. Questa scelta – va detto chiaramente – è stata presa per proteggere dal Covid sia le lavoratrici e i lavoratori sia la clientela. Nel settore bancario vogliamo che i dipendenti possano scegliere in libertà e autonomia se rimanere in smart working o se rientrare in ufficio. Nessun obbligo sarà tollerato. Anzi, sarà contrastato» ha aggiunto il segretario generale della Fabi.

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