Unicredit, arriva la svalutazione del 68% da Fondazione Cariverona

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di Redazione 26 Agosto 2021 | 12:00

A riportare la notizia è La Repubblica: la Fondazione Cariverona nel bilancio 2020, depositato l’altro ieri dopo il placet del Tesoro, ha svalutato la storica quota in Unicredit. La partecipazione è stata deprezzata da 977 a 312 milioni, con gli immobili cittadini 96 milioni: “ne restano per 212 milioni dopo la vendita di un palazzo a 29 milioni”. Nel documento depositato si legge che «tutti gli attivi sono stati sottoposti a una rigorosa valutazione», che rende l’ente scaligero presieduto da Alessandro Mazzucco più piccolo. Il patrimonio netto si è così ridotto di un colpo di un terzo, a 1,14 miliardi.

La quota in Unicredit, in carico a 24,37 euro, è stata iscritta a 7,8 euro, sui minimi raggiunti dall’azione a fine 2020. Scelta che Andrea Greco, autore dell’articolo, definisce  “inaudita per severità, tanto più che Unicredit da allora è già risalita a 10,78 euro”. Non biasimabile se si pensa che gli altri attivi quotati dell’ente già tre mesi fa facevano emergere  130 milioni di plusvalenze. Mossa spiazzante per le altre Fondazioni: “Caritorino, che ha in carico l’1,65% a 17,7 euro, e Roma che ha una quota frazionale ma a 29,3 euro. Nei conti 2020 non hanno svalutato, nel 2021 per loro sarà più arduo non farlo”.

A fronte del crollo dei ricavi ordinari (-77%) è stata un’altra voce extra a salvare il conto economico dei veronesi, e a mitigare l’effetto delle svalutazioni. Si tratta dei 265 milioni incassati da Cassa depositi e prestiti per chiudere il contenzioso avviato da Cariverona nel 2012. Denaro che negli anni è mancato in forma di cedole, ma che adesso è prezioso per costituire una dote di liquidità, che a gennaio e febbraio è già stata per metà investita, in 130 milioni, in tre fondi azionari globali.

Cariverona non ha però intaccato le erogazioni: il loro flusso 2020 è invariato a 19 milioni (32 come uscita di cassa), mentre il fondo per stabilizzare le erogazioni negli anni di magra è salito del 5% a 238 milioni, un multiplo di 10 volte l’erogato che conferma una parsimonia insuperata nel comparto.

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