Crisi del risparmio gestito: si salva la Germania

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di Redazione 29 Settembre 2008 | 15:00
I deflussi di capitali dai fondi comuni sono un problema cronico dell’Europa. A dirlo gli ultimi dati dell’EFAMA (European Fund and Asset Management Association), organismo che rappresenta 13,5 trilioni di euro di cui 7,3 trilioni investiti in 51.000 fondi comuni di investimento (marzo 2008).

Mentre l’industria del risparmio gestito italiano sta attraversando uno dei peggiori momenti della sua storia, nei paesi oltre frontiera la situazione si presenta diversa.
Fondi UCITS: ripartizione geografica dei fondi domiciliati nei rispettivi paesi (fonte Efama)
Germania virtuosa

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’associazione che unisce gli asset manager tedeschi, la BVI, l’industria dei fondi teutonica ha segnato ad agosto la ragguardevole cifra di 3,5 miliardi di euro di nuove sottoscrizioni.  La quota è divisa tra i 2,8 miliardi dei cosiddetti Special funds (rivolti agli investitori istituzionali) e i 700 dei mutual funds.

Chi è convinto, tuttavia che l’Italia sia l’unico paese a registrare un andamento della raccolta negativo dovrebbe fare ammenda: solo 7 dei 21 paesi monitorati dall’associazione Efama, che riunisce le “Assogestioni” europee, hanno chiuso il primo trimestre dell’anno con un saldo positivo.
Non si può non sottolineare in ogni caso che l’Italia, in questa particolare classifica, si aggiudica la maglia nera: -20,95 miliardi di euro.

Nel secondo trimestre dell’anno, gli asset totali di prodotti UCITS sono scesi dell’1,3% a 5.584 miliardi di euro (30 giugno 2008). Dalla fine del 2007, le masse totali hanno segnato un calo del 9,4%, un calo che si è esplicitato soprattutto nei primi tre mesi dell’anno. Ma non sono solo i riscatti a pesare sulle masse dei fondi: la fuoriuscita di capitali infatti pesa per solo il 15% della contrazione mentre il restante 85% è da attribuire alla perdita valore delle partecipazioni.

Il patrimonio non-UCITS è invece cresciuto dello 0,7% entro al fine di giugno, raggiungendo 1.696 miliardi di euro contro i 1.685 miliardi di fine marzo. In questo caso il calo delle masse rispetto la fine del 2007 è stato ‘solo’ del 3 percento: a sostenere la raccolta i fondi dedicati agli investitori istituzionali (16 e 14 miliardi di euro raccolti nel primo e secondo trimestre).

Ben 7 miliardi in più rispetto alla Spagna, altro paese che sembra sull’orlo dello scoppio di una bolla e nel bel mezzo di una conclamata crisi del risparmio gestito.

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