UniCredito ancora in trincea, parla Profumo

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Il titolo UniCredito continua la sua personale guerra con il mercato e gli investitori. La banca, anche per mezzo del Ceo Alessandro Profumo, vuole rassicurare i mercati sulle presunte crisi di liquidità che starebbe attraversando senza però convincere appieno

di Marco Mairate30 settembre 2008 | 09:15

UniCredit ancora in mezzo alla bufera. E’ dovuto intervenire anche Alessandro Profumo per far rientrare il panico sul titolo della banca da lui presieduta.

Ieri sera tra i dipendenti del gruppo UniCredito è circolata una mail per rincuorare gli animi e rassicurare sulla condizione economica/finanziaria della società: “Non è nelle nostre abitudini commentare indiscrezioni ma riteniamo della massima importanza rassicurare tutti voi sulla situazione del gruppo. Il nostro piano di funding a medio e lungo termine per il 2008 è completo e non richiede ulteriori azioni”. In fondo alla missiva, l’amministratore delegato, aggiunge come “gli stock di liquidità a breve termine sono 10 volte sopra i limiti e garantiscono liquidità ben oltre il 2008 senza dovere fare ulteriore ricorso al mercato”.

Nonostante le rassicuranti parole di Profumo,  sul gruppo pesano una lunga serie di rumors (negativi): si va dai possibili strascichi del fallimento Lehman sulle gestioni targate Unicredit, unitamente a quelli su un possibile aumento di capitale utile per rinforzare il bilancio.

Proprio in questa ottica, la scorsa settimana, il gruppo ha dato vita ad una partnership con Merrill Lynch per creare una SIV da 1,5 miliardi di euro. Si tratta di una società veicolo di diritto irlandese di cui l’istituto di Piazza Cordusio avrà il 51%, e destinato a detenere 1,5 miliardi di titoli (crediti di qualità e crediti distressed) che ora gravano sul portafoglio. L’accordo prevede che anche gli americani facciano la stessa cosa ma in contanti: in cambio avranno parte degli utili e le consuete commissioni. Grazie alla quota di partecipazione maggioritaria, Unicredito potrà così consolidare il veicolo nel suo stato patrimoniale e alzare il livello di Tier 1. Lo scorso giugno il livello che misura la solidità patrimoniale del gruppo era pari a 5,55% ma l’obiettivo di Profumo è di riportarlo al 6,2 per lafine del 2008 e al 7,1% entro la fine del 2010.

Oggi il gruppo ha toccato un minimo a 2,69 euro, segnando così il peggior livello da 5 anni a questa parte. A questi livelli la capitalizzazione di Unicredito (44miliardi di euro) risulta essere superata da Intesa Sanpaolo (49 miliardi di euro). Proprio oggi, l’ufficio studi di Mediobanca ha pubblicato un report dove si mette in evidenza la solidità del gruppo guidato da Corrado Passera.


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