Vogliamo solo interlocutori selezionati e di qualità

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di Francesco D'Arco 3 Dicembre 2008 | 08:00
Il private insurance sta facendo il suo ingresso nel mercato italiano e con l’aumentare della domanda cresce anche il numero di operatori che scelgono di puntare sugli high net worth individual nostrani. Questa è anche la scelta fatta da La Mondiale Europartner che ha aperto una propria sede nella città di Milano. Ed è solo il primo passo di una strategia che ha come obiettivo rendere la società un punto di riferimento per il settore entro la fine del 2009. Come? Lo ha spiegato a HEDGE Umberto Venturini, responsabile marché Italie.

Cosa si intende in concreto per private insurance?
Sul nostro sito multilingue diamo una definizione della nostra attività sul mercato italiano: “La Mondiale Europartner, Soluzioni di Private Insurance”. E’ proprio in questa parola, “soluzioni”, che a mio avviso sta il grande peso specifico dell’offerta al cliente high net worth individual. Con ció intendo dire che oltre al prodotto in se e per se, inteso come veicolo di un motore ad elevato contenuto finanziario, e alla gestione operativa di altissima qualità che ne consegue, una compagnia deve essere anche capace, soprattutto nella fase di costruzione della soluzione ad hoc, di dialogare e confrontarsi con il proprio cliente su tematiche non solo finanziarie ma anche molto spesso fiscali e legali. In buona sostanza deve avere competenze a tutto tondo che sono necessarie e propedeutiche a trovare la giusta risposta per ciascuna specifica necessità.
 
L’offerta di private insurance prevede una componente assicurativa e una componente finanziaria. In questo momento, però, gli strumenti di questo tipo sono stati messi in discussione a causa della crisi. Secondo lei esiste ancora un mercato per un’offerta con queste caratteristiche?
Nella crisi che attraversiamo le index linked stanno pagando il prezzo della presa di coscienza da parte del cliente che l’emittente, la garanzia, puó fallire. L’architettura della nostra offerta poggia, invece, su di una unit linked a vita intera e a fondi interni dedicati per detentori di grandi patrimoni, ad elevato contenuto finanziario e dove l’unica componente assicurativa è quella legata al capitale aggiuntivo in caso di decesso. Il nostro cliente ricerca soluzioni semplici alle proprie esigenze, spesso molto articolate, nelle quali la componente finanziaria è solamente una delle molte sfaccettature, come per esempio la pianificazione successoria o la riservatezza, che pongono l’investimento su un orizzonte temporale molto ampio. Ció mi fa ritenere che il mercato per un’offerta di private insurance sia tutt’ora molto interessante e che beneficerà di una forte ripresa nel momento in cui lo scenario comincerà a rasserenarsi.
 
Quali opportunità vedete oggi per il private insurance in Italia?
La Mondiale Europartner è la quinta compagnia vita lussemburghese ed opera sui principali mercati europei in libera prestazione di servizi ad eccezione dell’Italia, sulla quale abbiamo scelto di essere presenti con Branch a Milano e quindi anche come sostituto d’imposta. L’esigenza del cliente private è sofisticata, ma richiede risposte chiare e semplici.
Grazie alla tecnicità, riservatezza e sicurezza tipiche lussemburghesi ed alla nostra capacità di dialogare sulle tematiche che stanno a cuore al cliente, siamo in grado di offrire un servizio di eccellente qualità e flessibilità.


 
Quali strategie prevedete per conquistare quote di mercato in Italia?
La strategia commerciale disegnata è volutamente orientata al cliente, poiché desideriamo farci apprezzare soprattutto per l’eccellenza del servizio e per la solidità della compagnia. Ci stiamo presentando scegliendo i nostri interlocutori, in maniera mirata, nell’ambito dei principali attori di private banking e partendo con loro dalla condivisione dell’importanza della qualità del servizio al cliente. Stiamo chiudendo con soddisfazione i primi accordi commerciali, tra i quali desidero segnalare quello siglato con Farad International, broker lussemburghese specializzato in private insurance che opera sul mercato italiano in regime di LPS.
 
In termini di prodotti, qual è la vostra attuale offerta per il mercato italiano e quali obiettivi avete?
Si tratta di una unit linked a fondi dedicati, ad elevato contenuto finanziario modulabile sulle esigenze del cliente secondo la tecnicità lussemburghese, indirizzata a clienti residenti italiani a partire da un investimento minimo di 250.000 euro. 
Inoltre l’aver scelto di essere presenti in libertà di stabilimento esonera il cliente non solo dal pagamento in proprio del 12,50% sul capital gain in sede di riscatto parziale o totale – operando noi come sostituto – ma anche dagli obblighi dichiarativi relativi al monitoraggio fiscale.

Alla luce di ciò puntiamo, per la fine del 2009, a divenire uno dei principali attori di riferimento sul mercato domestico del private insurance.  


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