Fondi comuni – La scelta giusta? I flessibili

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di Matteo Chiamenti 22 Aprile 2009 | 10:00
Secondo Richard Woolnough, gestore del M&G Optimal Income Fund, è il momento dei fondi obbligazionari flessibili.

Il mondo del risparmio gestito si interroga su che tipo di prodotto scegliere in un momento interlocutorio come questo.  Richard Woolnough, di M&G, punta tutto sui flessibili. I tassi d’interesse sono estremamente bassi e i conti liquidità offrono ora rendimenti trascurabili. In questo contesto, gli investitori devono assumere un certo grado di rischio per guadagnare un rendimento extra rispetto alla liquidità. Le obbligazioni governative e i corporate bond investment grade offrono la possibilità di guadagnare rendimenti allettanti senza assumere rischi eccessivi. Le obbligazioni erano considerate un’asset class “noiosa” quando i mercati azionari e immobiliari offrivano guadagni vivaci; ora però sono tornate alla ribalta e gli investitori evitano le asset class più rischiose.

Dopo il forte rally della seconda metà del 2008, i rendimenti delle obbligazioni governative sono ora molto bassi e ritengo che il vero interesse vada ora rivolto ai corporate bond e, nello specifico, ai bond investment grade.

Il rendimento extra (lo spread) disponibile con i corporate bond rispetto alle obbligazioni governative è a livelli mai visti prima, e i mercati dei corporate bond stanno quindi prezzando anche un tasso di default senza precedenti. Nonostante le aziende stiano attraversando un periodo molto difficile a causa dell’aggravarsi della recessione, non mi aspetto però che i casi di default si avvicinino anche solo lontanamente ai livelli prezzati dal mercato. Al momento, affinché i corporate bond abbiamo una performance peggiore dei titoli governativi, circa un terzo dell’intero mercato dei titoli corporate dovrebbe cadere in default entro i prossimi cinque anni. Le emittenti di obbligazioni investment grade sono solitamente aziende stabili e di grandi dimensioni come Roche e Deutsche Telekom, e ritengo che sia molto improbabile che un’azienda investment grade su tre dichiari bancarotta nei prossimi cinque anni. Prestando il proprio denaro ad aziende di grandi dimensioni e a basso rischio come queste, gli investitori possono ricevere rendimenti annui superiori al 6%, con la prospettiva di rendimenti a due cifre se si è disposti a rischiare un po’ di più. Questo rende le obbligazioni molto interessanti a confronto dei depositi bancari.

Perché i corporate bond sono così convenienti? I rendimenti dei corporate bond sono molto elevati e gli spread hanno raggiunto una tale ampiezza per fattori tecnici oltre che fondamentali. Le operazioni di deleveraging e di vendita forzata, attuate da banche e hedge fund, hanno visto passare sul mercato secondario un’ampia offerta di obbligazioni investment grade, di cui la domanda non ha saputo bilanciare l’eccesso. Di conseguenza i prezzi dei corporate bond sono diminuiti e gli spread del credito sono cresciuti.

I corporate bond non devieranno troppo a lungo dal proprio valore fondamentale. Già quest’anno abbiamo assistito ad un aumento della domanda di corporate bond da parte di investitori che cercavano un’alternativa alla liquidità. In questo momento vediamo anche le aziende fare deleverage – in altre parole, realizzano aumenti di capitale per ripagare il debito. Questa è un’ottima notizia per chi investe in obbligazioni, poiché riduce il rischio di default di un’azienda.

Mi aspetto che i corporate bond realizzino performance superiori alle obbligazioni governative e alla liquidità e, in termini di valore, ritengo che l’area di maggiore interesse sia rappresentata dai bond investment grade di buona qualità, che ricompensano ampiamente gli investitori per il rischio di default. Anche se l’outlook per il 2009 è molto negativo e l’anno è destinato ad essere molto difficile per le maggiori economie del mondo, le politiche fiscali e monetarie messe in atto in tutto il mondo dovrebbero evitare l’ingresso in una depressione simile a quella degli anni ’30.

Le società investment grade di buona qualità dovrebbero riuscire a sopravvivere alla recessione, anche se molto seria. Le aziende stanno tagliando i dividendi, sospendono i buyback sui propri titoli e riducono le uscite di capitale. Gli utili peggioreranno con la crisi, ma queste società dovrebbero fallire per colpire chi investe nelle loro obbligazioni. Le aziende che possono rivedere i propri business plan e le uscite di capitale dovrebbero essere capaci di sopravvivere al ciclo economico. 

In questo momento tendo a concentrarmi sulle società meno sensibili al ciclo economico. È importante anche essere molto selettivi nei confronti di quei settori che affrontano difficoltà ulteriori, come le banche. Con le condizioni economiche che peggiorano, è più importante che mai selezionare le obbligazioni giuste e “evitare i titoli perdenti”. Questo vale specialmente nell’universo high yield, dove le opportunità di effettuare prestiti a società ben gestite a prezzi interessanti emergono su base selettiva, come ad esempio Levi Strauss e Piaggio. Ad ogni modo, ritengo che sia troppo presto per uno spostamento di larga scala verso il segmento high yield, perché gli emittenti di qualità inferiore saranno molto più vulnerabili delle società investment grade a mano a mano che la recessione avanza.

Posizionare un portafoglio per trarre pieno beneficio delle interessanti opportunità attualmente disponibili nel mercato obbligazionario, cercando di ottenere rendimenti superiori a tutti i settori a reddito fisso pur evitando un aumento del rischio, richiede ai gestori di avere più flessibilità e più strumenti a propria disposizione. Sta emergendo una famiglia sempre più numerosa di fondi flessibili innovativi, che sono in grado di investire su tutte le tipologie di strumenti a reddito fisso (obbligazioni governative, corporate bond investment grade e high yield su tutte le scadenze) ovunque identifichi il maggior valore, e quindi il maggior potenziale di rendimento. In modo significativo, i fondi di questo tipo sono in grado di mantenere la ricerca dell’outperformance indipendentemente dal contesto economico – offrendo agli investitori un unico prodotto che soddisfa tutte le loro esigenze per il segmento a reddito fisso. Inoltre, a differenza dei fondi obbligazionari tradizionali, alcuni nuovi prodotti hanno la capacità di performare bene sia quando i tassi d’interesse salgono sia quando scendono. I gestori sono anche in grado di realizzare profitti dalla vendita di crediti sui quali hanno una visione negativa.

Nello scenario attuale, i fondi obbligazionari flessibili sono quindi essenziali per ridurre il rischio e massimizzare il rendimento potenziale degli investitori. Sono fermamente convinto che, nel tempo, questi prodotti diventeranno una parte fondamentale nei portafogli a reddito fisso dei risparmiatori.

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