Peters (Alliance Bernstein): “Scelte flessibili per gestire la volatilità”

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Chiara Merico di Chiara Merico 27 Febbraio 2017 | 10:59
Intervista al responsabile delle strategie di investimento del team fixed income di AB-AllianceBernstein: si prospetta un anno di grande incertezza per gli eventi politici e le decisioni delle banche centrali.

Un anno caratterizzato da volatilità e incertezza politica, in cui gli occhi sono puntati su cosa faranno le banche centrali. E’ questo lo scenario per il 2017 secondo Markus Peters (nella foto), responsabile delle strategie di investimento del team fixed income di AB-AllianceBernstein. Markus PetersBluerating.com lo ha intervistato.

Quali sono le prospettive per il 2017?

L’anno in corso promette di essere volatile, con alti e bassi che potranno essere determinati dagli eventi politici, dalle decisioni delle banche centrali e anche dall’incertezza sull’evoluzione di certi fattori economici, come ad esempio abbiamo visto in occasione dell’elezione di Donald Trump a presidente Usa. In quel caso le aspettative sull’inflazione sono cresciute e quindi abbiamo visto un aumento nei rendimenti dei bond governativi in tutto il mondo, ma in particolare negli Usa. In molti credono che il fixed income sia un brutto posto per gli investimenti nel 2017, ma io ritengo che queste persone diano molta importanza al cosiddetto “effetto Trump”, e che pensino che la crescita positiva possa dare luogo a reflazione. Non dobbiamo invece dimenticare che il fixed income ha una funzione precisa all’interno dei portafogli, che è quella di stabilizzare quando il mercato azionario non riesce a farlo, e di dare all’investitore un ritorno che è appunto fisso, non legato al pagamento dei dividendi o ad altri fattori. Credo che un approccio flessibile che investa sui mercati europei del fixed income sia in grado di offrire ancora valore, specie se il programma di acquisti della Bce continuerà a supportare i mercati.

Quanto sarà importante il ruolo delle banche centrali nel 2017?

A mio avviso i mercati si concentreranno molto su cosa faranno le banche centrali, in particolare due di esse. Una è la Federal Reserve: i mercati guardano molto da vicino cosa accadrà per quanto riguarda le proiezioni economiche e le aspettative sui tassi. Al momento ci attendiamo due rialzi nel 2017, ma potrebbe anche esserci la possibilità di un terzo rialzo, a seconda di come si comporteranno la crescita economica e l’inflazione. Questo sarebbe il migliore scenario, quello che prevede la più solida crescita per gli Stati Uniti. Sotto i riflettori c’è poi anche la Banca Centrale Europea, con i messaggi che riguardano la sorte del programma di acquisto dei bond. Al momento il flusso di acquisti è molto importante e noi crediamo che resterà tale per la prima parte dell’anno, ma la fine del 2017 si avvicina e gli investitori cominciano a chiedersi cosa succederà. Il programma verrà mantenuto o verrà gradualmente ridotto? Oppure verrà semplicemente fermato? Quest’ultima ipotesi non è particolarmente positiva per il fixed income, in quanto significherebbe che uno dei principali fattori di stabilizzazione dei mercati verrebbe rimosso. Ma la zona Euro presenta prospettive di crescita: in Europa il panorama politico presenta un alto grado di incertezza, visti gli appuntamenti come le elezioni generali nei Paesi Bassi, in Francia e più tardi in Germania. Per cui penso che la Bce apporterà alcuni cambiamenti al programma, ma uno stop brusco sembra improbabile. Le conseguenze di uno stop sarebbero molto serie, specie per quanto riguarda gli spread e i rendimenti, e questo andrebbe ovviamente anche a detrimento dell’economia reale.

Quali sono i suggerimenti per muoversi al meglio nell’attuale contesto di mercato?

Ciò che porta maggiori opportunità al momento è l’incertezza e la conseguente volatilità, perché tutti si stanno chiedendo cosa succederà ed è estremamente difficile predire i rischi politici. I sondaggi non sono affidabili e c’è inoltre un clima di forte polemica. Credo che abbia senso ridurre la duration in alcune parti del portafoglio, ma credo che in altre parti sia sempre importante mantenere un bilanciamento tra la sensibilità ai tassi d’interesse e quella agli spread del credito e alla crescita. Il consiglio è: mantenere un portafoglio bilanciato ma al contempo una certa flessibilità nelle scelte di allocazione.

@erd_beer

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