La Financière de l’Echiquier, specialista dello stock-picking

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In occasione della presentazione della strategia di investimento 2019, la società ha parlato anche di investimenti SRI.

Roberta Maddalena di Roberta Maddalena31 gennaio 2019 | 09:33

Specialista dello stock-picking da oltre 25 anni, La Financière de l’Echiquier è una delle prime società francesi di gestione a capitale privato fondata nel 1991. Il suo core business si rivolge alla gestione di una gamma ristretta di fondi comuni d’investimento investiti sui principali mercati azionari e obbligazionari per conto di investitori privati e professionali. Con un organico di 132 persone e masse gestite per 10 miliardi di euro, la società può contare con 3.200 partner finanziari.

I gestori e gli analisti di La Financière de l’Echiquier, inoltre, seguono oltre 2.000 società in più di 40 Paesi. Tra le realtà di LFDE anche Echiquier Agressor, fondo di stock-picking che investe nell’universo delle azioni europee attraverso uno stile di gestione opportunistico e senza vincoli di stile o di dimensione. In occasione della presentazione della strategia di investimento 2019, la società ha parlato anche di investimenti SRI. “In questo caso il processo è proprietario (gestito quindi in-house)”, ha detto Alessandro Arrighi, Country Head per l’Italia. Senza dimenticare Echiquier ARTY, fondo diversificato investito in azioni e obbligazioni corporate europee e in strumenti del mercato monetario.

Olivier De Berranger, Chief Investment Officer di LFDE, ha fatto infine il punto della settimana sui mercati: “Il primo incontro dell’anno della Banca Centrale Europea non aveva suscitato molte aspettative benché alcuni investitori sperassero in un discorso più accomodante da parte di Mario Draghi oltre che in eventuali indicazioni di nuove date per il primo rialzo dei tassi. Sul secondo punto i mercati non hanno avuto soddisfazione dato che la strategia è rimasta invariata: le obbligazioni giunte a scadenza continueranno a essere reinvestite anche dopo il primo aumento dei tassi che non avverrà prima dell’estate. Sebbene la BCE non abbia ancora rivisto le proprie stime di crescita è probabile che lo faccia durante la riunione di marzo, come annunciato da François Villeroy de Galhau, Governatore della Banque de France e membro del Consiglio direttivo della BCE che ha aggiunto che la BCE “impiegherà il tempo necessario a seconda dell’attività e della situazione economica”. 


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