Investimenti, perché le aziende giapponesi sono attraenti

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Avatar di Redazione 14 Settembre 2020 | 14:32
Nelle ultime settimane, anche il celebre Warren Buffett ha investito circa 6 miliardi di dollari sul mercato azionario giapponese.

Articolo a cura di Giovanni Buffa, Portfolio Manager di AcomeA SGR

Nelle ultime settimane, il celebre investitore americano Warren Buffett ha investito circa 6 miliardi di dollari sul mercato azionario giapponese tramite la sua holding Berkshire Hathaway. Una mossa che ha senz’altro catturato l’attenzione degli operatori di mercato circa le prospettive e opportunità offerte dal mercato nipponico.

Perché il Giappone suscita oggi un rinnovato interesse tra gli investitori azionari globali?

Le ragioni dipendono principalmente da valutazioni attraenti, da un cambio di strategia manageriale e da una struttura finanziaria solida da parte delle aziende nipponiche. Oggi, le aziende giapponesi producono più utili a fronte di prezzi di mercato più bassi. Per fare un termine di paragone, nel 1989, nel pieno della bolla, l’indice TOPIX scambiava a 2600, mentre le aziende producevano meno di 50 trilioni di Yen in termini di EBIT. Nel 2007, prima della Crisi Finanziaria, con il TOPIX a 1800, le aziende nipponiche riportavano utili lordi per circa 55 trilioni di Yen. Da un punto di vista fondamentale dunque il mercato azionario giapponese presenta notevoli opportunità oggi. Un altro aspetto particolarmente positivo è stato inoltre il cambio di paradigma in termini di cultura manageriale adottato nell’ultimo decennio dalle aziende giapponesi. La nuova strategia ha previsto una maggiore concentrazione produttiva verso i core-business delle aziende. Se da un lato questo cambio di rotta ha portato ad una riduzione del fatturato complessivo, dall’altro ha sensibilmente migliorato i margini operativi delle aziende rendendole così più profittevoli. Un altro fattore rilevante da non trascurare è che il mercato giapponese è ricco di aziende che detengono molto cash e si trovano in una situazione finanziaria abbastanza solida.

AcomeA Asia Pacifico: Asset allocation & stock picking

La nostra strategia di investimento sul fondo AcomeA Asia Pacifico si fonda sulla ricerca di valore compatibile con uno stile di gestione “value”. Guardiamo con attenzione ad aziende che non hanno nelle loro valutazioni crescite particolarmente forti, aziende che hanno subito delle ampie correzioni che vanno oltre i reali fondamentali, e società che presentano dei balance sheet molto forti o che presentano dividend yield elevati. Siamo continuamente attivi in termini di confronto con analisti e management e questo ci permette di seguire direttamente le evoluzioni e le diverse strategie dei piani strategici delle aziende.

Il Giappone ha un peso pari a circa due terzi all’interno del portafoglio del fondo Asia Pacifico. I settori principalmente rappresentativi sono il settore industriale (circa 1/4 del portafoglio), finanziario (1/5 del portafoglio) e il settore dei beni di consumo e dei consumer services.

Si tratta di settori ciclici prevalentemente rappresentati da aziende che hanno una esposizione alla crescita internazionale e che possono beneficiare dunque della fase di ripresa dopo la correzione degli ultimi mesi.

Tra le principali esposizioni in portafoglio troviamo Fujitsu, tra gli industrial, Sony e Nintendo per la componente legata all’elettronica di consumo del gaming. Non abbiamo esposizione verso settori come telecomunicazioni e oil&gas mentre manteniamo un peso molto basso sul settore healthcare.

In conclusione, possiamo dire che dinanzi agli occhi degli investitori value, il Giappone rappresenta oggi un mercato azionario resiliente che offre fondamentali solidi, stabili dividend yield e si distanzia dagli eccessi di euforia visti altrove.

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