Il Green bond resiste alla crisi

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Avatar di Redazione 28 Aprile 2021 | 11:17
Report di Amundi e IFC sulle emissioni di obbligazioni verdi nei mercati emergenti

Amundi, primo asset manager europeo, e IFC, membro del Gruppo World Bank, hanno pubblicato la terza edizione del report Emerging Market (EM) Green Bond 2020. Amundi e IFC collaborano dal 2018 per documentare i driver di crescita degli investimenti in green bond dei mercati emergenti. La relazione fornisce una panoramica dell’evoluzione del mercato delle obbligazioni verdi dei mercati emergenti (EM) nel corso dell’ultimo anno e prende in esame i cambiamenti di politica e regolamentazione che hanno un impatto su tali emissioni.

Crisi COVID-19: un’opportunità per stimolare il potenziale di crescita

Mentre i diversi paesi iniziano ad uscire da questa crisi globale senza precedenti, i percorsi di ripresa nei mercati emergenti dovrebbero rivelarsi molto divergenti e richiederanno un sostegno significativo da parte delle politiche fiscali. Le economie emergenti dovranno integrare obiettivi “green” nella loro ripresa, impegnandosi non solo nella direzione della mitigazione dei rischi climatici e delle sfide ambientali, ma anche per aumentare la resilienza agli shock futuri.

Yerlan Syzdykov, global Head of Emerging Markets di Amundi, ha commentato: “Attraverso questa partnership unica e innovativa con IFC, Amundi continua a impegnarsi nello sviluppo del mercato dei green bond nei paesi emergenti attraverso un’intensa e concreta attività di engagement con diversi operatori di mercato per stimolare sia l’offerta che la domanda di green bond. I mercati finanziari sono destinati a svolgere un ruolo chiave nel supportare progetti sostenibili e le prospettive per le emissioni di obbligazioni verdi nei mercati emergenti rimangono solide, con emissioni che dovrebbero raggiungere i 100 miliardi di dollari nei prossimi tre anni.”

La ripresa post-pandemica è destinata a fornire importanti opportunità per progetti “green” e legati alla sostenibilità, fra cui le energie rinnovabili, le infrastrutture verdi urbane e l’agricoltura intelligente sotto il profilo climatico. Secondo IFC, le opportunità di investimento nei mercati emergenti potrebbero generare oltre 10.000 miliardi di dollari entro il 2030 e creare oltre 200 milioni di posti di lavoro nei settori green.

Le emissioni di green bond dei paesi emergenti nel 2020 hanno raggiunto i 40 miliardi di dollari

Nonostante le sfide economiche dello scorso anno, il mercato globale dei green bond si è dimostrato resiliente, raggiungendo il significativo traguardo di 1.000 miliardi di dollari di emissioni complessive dal 2007, con emissioni per 280 miliardi di dollari nel 2020. Durante il periodo, le emissioni di obbligazioni verdi dei mercati emergenti sono state consistenti, con 174 obbligazioni verdi per un ammontare complessivo di 40 miliardi di dollari di emissioni da parte di 101 emittenti. Sette mercati emergenti hanno emesso green bond per la prima volta.

L’Asia orientale e il Pacifico hanno rappresentato la quota maggiore di emissioni di green bond nei mercati emergenti, pari al 76%. Nel 2020 la Cina si è confermata il più grande emittente di obbligazioni verdi nei mercati emergenti, nonostante un calo delle emissioni, da oltre 30 miliardi di dollari negli anni precedenti a 18 miliardi di dollari, a causa della crisi del COVID-19 e di una spinta del governo ad emettere obbligazioni legate alla pandemia. Oltre la metà delle emissioni cinesi è avvenuta nella seconda metà dell’anno, segnando un rimbalzo nel mercato dei green bond.

Al di fuori della Cina, nel 2020 le emissioni di green bond nei mercati emergenti sono cresciute del 21%, raggiungendo i 22 miliardi di dollari, registrando una crescita superiore rispetto all’incremento del 17% conseguito dalle emissioni di obbligazioni verdi a livello globale. I maggiori emittenti emergenti includono Cile, Brasile e Indonesia, con sette emittenti al debutto tra cui Egitto, Kazakistan e Arabia Saudita.

Il 2020 ha visto anche un rinnovato interesse da parte di un ampio gruppo di emittenti, con 300 milioni di dollari di emissioni da parte di società non appartenenti al settore finanziario. Le istituzioni finanziarie rappresentano per volume il 50% delle emissioni complessive di green bond nei mercati emergenti, a differenza del 19% nei mercati sviluppati. Quasi la metà delle emissioni di green bond da parte di società non finanziarie nei paesi emergenti riguarda il settore dell’energia e delle utilities, mentre le emissioni nei settori delle costruzioni e del real estate sono anch’esse in costante aumento.

Jean Pierre Lacombe, Director of Global Macro & Market Research di IFC, ha commentato: “Il forte appetito da parte degli investitori e un contesto politico sempre più favorevole continueranno a sostenere la crescita del mercato dei green bond nei mercati emergenti. Questo ora è di fondamentale importanza e gli investimenti per lo sviluppo sostenibile sono urgenti e necessari per ridurre le conseguenze sociali ed economiche profondamente negative della pandemia. Ciò è particolarmente vero per quanto riguarda i danni procurati alle attività di contrasto alla povertà globale, un ambito in cui d’ora in poi saranno necessari diversi anni per recuperare il terreno perso a causa del COVID-19“.

Le prospettive del mercato dei green bond nei paesi emergenti rimangono positive

I fattori determinanti del potenziale di crescita dei green bond nei mercati emergenti includono l’impegno in termini di emissioni di green bond per sostenere questo momentum positivo e lo sviluppo del mercato dei capitali in linea con gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Sono necessarie politiche finanziarie sostenibili e quadri normativi adeguati per incoraggiare i flussi di capitale verso progetti e settori green. Una serie di iniziative a livello mondiale potrebbero ulteriormente mettere in moto lo sviluppo del mercato dei green bond nei mercati emergenti e affrontare le sfide di affidabilità e comparabilità dei dati per gli investitori istituzionali. Ad esempio, lo sviluppo di tassonomie “green” di riferimento, l’implementazione della Task Force sulle Comunicazioni Finanziarie legate al Clima, e gli sforzi delle banche centrali che si concentrano sulla costruzione di competenze e sull’assistenza tecnica per i mercati emergenti potrebbero rafforzare la fiducia degli investitori.

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