La settimana dei mercati: tutti col fiato sospeso

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Avatar di Redazione 17 Ottobre 2020 | 08:41

Una sintesi ragionata della settimana finanziaria appena conclusa. A cura di Mark Dowding, CIO di BlueBay.

Un lieve aumento dell’avversione al rischio ha visto gli asset rischiosi iniziare a perdere il loro momento di gloria questa settimana. Negli USA le speranze per un ulteriore pacchetto di stimoli fiscali prima delle elezioni continuano a diminuire.

Intanto, una crescente preoccupazione per i tassi di contagio del Covid-19 ha portato all’imposizione di nuove restrizioni per l’attività economica, soprattutto in Europa. I rendimenti dei Bund sono tornati ai minimi da metà marzo, mentre aumentano le speculazioni sul fatto che la BCE sarà costretta ad ampliare il suo programma di acquisto di asset e potenzialmente a ridurre ulteriormente i tassi d’interesse. Anche l’euro ha mostrato segnali di debolezza, a causa del flusso di notizie europee, mentre gli spread creditizi hanno ceduto parte dei loro guadagni dei primi mesi.

Resta il desiderio di non vedere ulteriori lockdown simili a quelli del secondo trimestre, temendo il danno economico che potrebbe derivarne. Tuttavia, le autorità si trovano imprigionate in una trappola in cui devono assumersi la responsabilità dell’aumento dei tassi di mortalità e in generale c’è una preoccupazione che, se il tasso di contagio non si ridurrà, i sistemi sanitari si troveranno di nuovo sovraccaricati.

Come abbiamo già visto nei mesi scorsi, una volta che le restrizioni vengono adottate sono difficili da rimuovere. All’addentrarci nei mesi invernali, potrebbe crescere la preoccupazione riguardo al fatto che sarà difficile rimuovere qualsiasi misura verrà implementata prima della fine dell’anno.

La vittoria Democratica a rischio in alcuni stati

I mercati finanziari continuano il conto alla rovescia per le elezioni USA, che si terranno tra due settimane soltanto. Il risultato più probabile resta un’“ondata blu”, ma sembra che ci sia una crescente preoccupazione riguardo agli “swing state” e al fatto che il risultato possa essere contestato, il che metterebbe gli asset rischiosi sotto pressione.

Riteniamo tale eventualità abbastanza improbabile e crediamo che ci sarà una transizione del potere graduale e senza ostacoli. Tuttavia, all’avvicinarsi della data del voto, è comprensibile che alcuni cercheranno di ridurre l’esposizione al rischio, con effetti per i mercati. Tuttavia, continuiamo a ritenere che vi sia abbastanza liquidità per acquistare ai minimi, rendendo qualsiasi ritracciamento probabilmente limitato nel breve periodo.

Prospettive positive per la sterlina

Nel Regno Unito, il governo ha fatto marcia indietro rispetto alla minaccia di ritirarsi dalle trattative commerciali su Brexit. I negoziati procedono e restiamo ottimisti che si troverà un compromesso evitando uno scenario ‘No deal’.

Davanti alla prospettiva dei lockdown per il Covid-19, una ‘hard Brexit’ è l’ultima cosa di cui c’è bisogno e ciò dovrebbe dare un’ulteriore spinta verso un risultato costruttivo. Perciò, manteniamo una view positiva sulla sterlina rispetto all’euro, sebbene i guadagni potrebbero essere relativamente modesti date le prospettive poco brillanti per l’economia britannica nel contesto attuale.

Guardando agli altri mercati valutari, vediamo prospettive positive per il peso messicano, il rublo russo e la corona norvegese. Più in generale vediamo valore in una selezione di asset dei mercati emergenti e crediamo che la spinta al ribasso nei rendimenti dei titoli di Stato europei possa intensificare il movimento verso asset con rendimenti più elevati nelle prossime settimane e mesi.

Trovare valore nel credito

Gli indici del credito hanno registrato un’ottima partenza ad ottobre e sono stati supportati da fattori tecnici favorevoli, dal momento che l’offerta ha rallentato. Con gli spread sugli indici leggermente più ampi rispetto all’inizio dell’anno, vediamo le migliori opportunità nelle obbligazioni subordinate delle società finanziarie, nei bond societari ibridi e in altri titoli che non fanno parte del programma di acquisti di asset della Banca Centrale, nel cui perimetro i rendimenti sono già molto compressi.

In generale, crediamo che i tassi di interesse bassi e la liquidità abbondante manterranno bassi i tassi di default rispetto ai livelli che ci si potrebbe aspettare in una recessione. Tuttavia, una parte dell’aumento dei default che sarebbe dovuto avvenire nel 2020 potrebbe risultare ‘spalmato’ su un periodo più lungo, con alcuni emittenti schiacciati dal carico di debito.

Dal punto di vista strutturale, la repressione finanziaria sta alimentando una corsa ai rendimenti e supportando un posizionamento lungo sul credito. Tuttavia, da un punto di vista tattico, abbiamo ridotto leggermente l’esposizione al rischio nell’ultima settimana, dopo un inizio del mese molto forte.

Guardando avanti

Sarà interessante capire se il ritracciamento del mercato degli ultimi giorni guadagnerà vigore all’approssimarsi delle elezioni USA. Laddove gli investitori sono lunghi verso il rischio, è comprensibile che ci sia il desiderio di alleggerire l’esposizione, mentre coloro che hanno già ripiegato sulla liquidità potrebbero decidere di attendere di lasciarsi i risultati alle spalle prima di ricominciare a investire.

Detto questo, tendiamo a pensare che l’approccio di acquistare sui cali non sia cambiato. Anche considerando la diffusione del Covid-19, se le cattive notizie implicheranno maggiori allentamenti monetari, la divergenza in termini di performance tra economia reale e prezzi degli asset finanziari non potrà che aumentare.

Una volta che le elezioni saranno passate, crediamo che l’attenzione si sposterà sulle notizie circa l’approvazione di un vaccino contro il Covid-19.

Approvazione che ci aspettiamo per fine novembre, con AstraZaneca in pole position. L’impiego del vaccino potrebbe iniziare a dicembre e, sebbene temiamo che la popolazione coinvolta non supererà il 50%, la percentuale tra coloro nelle categorie più a rischio sarà decisamente più elevata.

Inoltre, una volta che il vaccino sarà disponibile, la pressione sui governi si ridurrà e ciò probabilmente normalizzerà le condizioni economiche entro la prossima estate. Se gli eventi seguiranno questa sequenza, i mercati ne trarranno beneficio verso fine anno, dopo aver superato l’ostacolo dell’incertezza legata alle elezioni USA.

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