Hsbc Gam: la curva a U dei Paesi emergenti

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di Francesca Vercesi 26 Aprile 2013 | 09:14

Parla di Xavier Baraton, global cio fixed income di Hsbc Global AM da New York. Malgrado una crescita timida negli Usa, la casa prevede un aumento del Pil pari al 2% quest’anno

Gli outlook economici di Stati Uniti e Asia sono rassicuranti e questo porterà ad adeguamenti dei mercati obbligazionari nel 2013. Parola di Xavier Baraton, global cio fixed income di Hsbc Global AM da New York. Malgrado una crescita timida negli Usa, la casa prevede un aumento del Pil pari al 2% quest’anno.

Qual è la vostra view?
È supportata dall’outlook relativo al tasso di occupazione in via di miglioramento e dai dati positivi sui mutui ipotecari, dalle intenzioni d’acquisto e dalle licenze edilizie. L’altro lato della medaglia è che possono ancora emergere pressioni deflazionistiche causate dalle misure fiscali che freneranno la crescita per un considerevole lasso di tempo.

Chi correrà di più in Asia?
La Cina. Nell’ultimo trimestre del 2012 l’attività creditizia e gli investimenti pubblici hanno spinto questo mercato al livello minimo possibile e confidiamo che per il 2013 l’economia cinese si attesterà su un valore intorno all’8%. Dopo il rallentamento del 2012, in particolare in Brasile, l’America Latina dovrebbe registrare una ripresa nel corso del 2013, anche se l’inversione di tendenza non c’è ancora.

E l’Europa?
L’Europa sta attraversando un periodo di contrazione fiscale simile a quella statunitense, ma in questo caso riteniamo che il Vecchio Continente possa beneficiare di una ripresa dell’economia globale, con i Paesi periferici impegnati in riforme strutturali che, si spera, ritroveranno accesso al mercato.

Il miglioramento del contesto economico si tradurrà in un maggiore rendimento dei titoli obbligazionari nel 2013?
Per i titoli di Stato statunitensi a 10 anni nel 2013 prevediamo un range del 2- 2,5%, leggermente più elevato di quello registrato nel secondo semestre del 2012, pari all’1,5-2%.

Quali sono le vostre posizioni tattiche?
Siamo positivi sull’high yield grazie all’ampia liquidità e ai bassi tassi di default previsti. Soprattutto per il mercato dell’euro, che presenta una combinazione di migliori rendimenti e maggiore qualità, in un momento in cui l’area mira a risolvere i suoi problemi strutturali. Dall’altro, siamo prudenti sui mercati obbligazionari corporate high yield emergenti.

In ambito emergente, in altre parole, è meglio guardare al comparto dell’investment grade. O no?
Sì, consideriamo positivamente i corporate bond investment grade dei mercati emergenti. Gli spread sono superiori perché condurre ricerche in tali mercati è più difficile rispetto ai mercati sviluppati.

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