Le vere dimensioni dell’aumento di capitale Unicredit

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di Gianluca Baldini 16 Novembre 2016 | 10:21

Il 13 dicembre Unicredit presenterà il piano industriale nel quale indicherà l’effettivo ammontare dell’aumento di capitale. Nel corso di questi mesi sono state diverse le ipotesi degli analisti sulla cifra definitiva della ricapitalizzazione.

Goldman Sachs ha offerto la sua view riguardo l’ipotesi di maxi-aumento di capitale da 13 miliardi di euro. La casa d’affari americana ritiene che una ricapitalizzazione totale di 15-18 miliardi di euro avrebbe un impatto positivo sul CET1 di 390-460 punti base che azzererebbe quasi l’ammontare di crediti in sofferenza detenuti dalla banca milanese.

Goldman però è preoccupata che il maxi-aumento sia dovuto principalmente alle richieste dell’UE di rafforzamento dei requisiti patrimoniali poiché in quel caso un aumento monstre non avrebbe un effetto positivo né per la banca né per per il titolo.

 

Nel mezzo c’è il delicato aumento di capitale del Montepaschi il cui esito è del tutto incerto. Molti analisti reputano che l’esito positivo dell’aumento di capitale di Montepaschi e la decisione dell’ammontare complessivo di quello di Unicredit passino per il referendum costituzionale del 4 dicembre.

Azioni Unicredit: esito del referendum crocevia per l’aumento di capitale?

Il voto referendario sarebbe così un crocevia per due importanti banche italiane ed europee, cosa difficilmente credibile. La situazione del Montepaschi è particolarmente difficile data l’enorme mole di crediti deteriorati ed il contesto di tassi di interesse negativi che logorano la redditività delle banche.

Un investitore istituzionale straniero difficilmente potrebbe essere invogliato dal sottoscrivere l’adc di una banca in difficoltà in un contesto deflativo e lo stesso discorso potrebbe valere per Unicredit.

Se la banca milanese si libererà dei gioielli di famiglia come Pekao e Pioneer oltre che della già (in parte) ceduta Fineco, per quale motivo un grande investitore dovrebbe sottoscrivere l’aumento? Più che dall’esito referendario, gli aumenti di capitale di MPS e Ucg dipenderanno dall’andamento economico dell’Italia.

Sicuramente una eventuale instabilità politica aumenterebbe l’incertezza riguardo il futuro economico dell’Italia nel breve ma nel lungo periodo, in realtà, cambierebbe poco (difficile che l’Italia abbandoni l’Europa in stile Brexit).

Azioni Unicredit: aumento da 13 miliardi è possibile ma poco probabile

Dunque, cosa aspettarsi dall’aumento di Unicredit? In un contesto difficile sia economicamente che politicamente, un rafforzamento nell’ordine di 13 miliardi sembra una mossa quanto meno azzardata.

L’unico motivo per cui varrebbe la pena fare un aumento di capitale di questo calibro sarebbe lo smaltimento di quasi tutti i crediti deteriorati ma questa è una pista difficilmente percorribile. Al netto delle vendite di Fineco, Pekao e Pioneer è più probabile che Unicredit opti per un aumento di capitale nell’ordine di 7-8 miliardi (comunque molto consistente).

 

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