La scelta di Sofia/Il rialzo si dirige sulle utility

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di Redazione 20 Dicembre 2016 | 09:08

“I mercati azionari hanno proseguito la scorsa settimana la loro salita, quasi per inerzia, coinvolgendo i numerosi ritardatari che erano rimasti fuori dalla mischia terrorizzati dalle possibili conseguenze del ‘No’ nel Referendum del 4 dicembre”, spiega Paolo Marongiu di Sofia sgr.

“Nel frattempo stiamo osservando però una parziale mutazione di questo movimento rialzista, con un coinvolgimento maggiore ad esempio delle Utility, che erano arrivate a scontare Dividend Yield davvero troppo ricchi e uno scenario di tassi davvero troppo ottimistico.

“Proprio i tassi (e i rendimenti decennali) sono il focus principale della nostra analisi: è vero che 0,4% di Bund Decennale è una resistenza molto forte nel breve, ma è altrettanto vero che il messaggio dato dalla BCE nel meeting del giorno 8 dovrebbe aprire una fase di steepening anche in Europa.

“Per ora i finanziari europei scontano una curva ‘all’americana’, ma è necessario che il mercato confermi questo scenario e che i rendimenti decennali salgano oltre la resistenza di 0,4 per portarsi verso un più consono 0,8. Vedremo se ciò accadrà e se nel contempo i mercati Equity si ricaricheranno con una fase di breve smaltimento degli eccessi, per poi tornare a salire verso gli obiettivi ambiziosi del primo trimestre 2017.

“Non è da escludere che il settore finanziario – che fin qui ha trainato il bellissimo rally di dicembre – si prenda una piccola pausa per poi riprendere a salire una volta che i tassi e i rendimenti torneranno a muoversi verso l’alto.

Quanto alla Fed, Marongiu evidenzia che “dal FOMC di mercoledì 14 emerge un approccio molto determinato sui tassi e ciò ha spinto ulteriormente in alto il dollaro, penalizzando Oro e Bond”.

“Il tema della Reflation evoca varie suggestioni per l’anno nuovo: posizionarsi su questo tema in Europa e in Giappone offre un rapporto Risk/Reward attraente, considerando da quanto in basso si parte sui tassi a breve e sui rendimenti a lungo delle rispettive curve. Tutto sta a vedere se il decennale europeo riuscirà a portarsi oltre quota 0,4%, validando così lo scenario “reflation” anche nel Vecchio Continente”, conclude Marongiu.

I mercati europei hanno goduto della continuazione della positività scaturita dall’appuntamento referendario italiano, grazie al rialzo dei tassi da parte della Fed, la quale ha confermato la volontà di proseguire (se non di accelerare) nel cammino di restrizione monetaria”, commenta Claudio Manfrin.

“L’Europa ha vissuto finalmente il ritorno massiccio dei compratori, permettendo ai listini di uscire dalla compressione che insisteva da parecchi mesi. Si è ridotta quindi la sottovalutazione strutturale che penalizza i prezzi borsistici delle aziende del Vecchio Continente, ma la strada risulterebbe solo all’inizio; sono rimasti fermi i Paesi Emergenti, mentre il Kabutocho ha proseguito la sua salita di conserva con il cambio USD/JPY”, conclude Manfrin.

“Prosegue il trend di crescita dei mercati azionari internazionali, trainati dalle buone performance dei bancari e (negli Stati Uniti) dalla componente più ciclica”, sottolinea Antonio Vogini.

“Il rialzo dei tassi è proseguito in USA mentre ha avuto una battuta d’arresto in Europa, dove peraltro gli indici settoriali paiono scontare scenari di tassi non esattamente coerenti con la situazione odierna”.

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