Euro: previsioni Bce su inflazione preoccupano più di elezioni italiane

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di Luca Spoldi 11 Gennaio 2018 | 10:56

Draghi pesa più delle elezioni italiane

Non sono più le elezioni politiche italiane del 4 marzo prossimo la principale preoccupazione per gli investitori che detengono posizioni lunghe in asset denominati in euro, quanto semmai quello che un altro italiano, Mario Draghi, potrà dire pochi giorni dopo la chiusura delle urne. L’8 marzo, infatti, si riunirà la Bce e in quell’occasione saranno aggiornate le previsioni relative all’andamento della crescita e dell’inflazione in Eurolandia.

M5S abbandona retorica anti euro

Mentre le ultime dichiarazioni del candidato premier per il Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, hanno rassicurato i mercati circa il fatto che non si paventa, come sembrava sino allo scorso anno, l’ipotesi di eventuali doppi referendum per valutare l’uscita dall’euro (che secondo gli ultimi sondaggi la grande maggioranza degli italiani non vuole, del resto), eventuali dati macro migliori delle attese potrebbero portare la Bce a rivedere al rialzo le proprie stime su crescita del Pil e dei prezzi.

Bce potrebbe alzare stime su Pil e inflazione

In quest’ultimo caso si farebbe più concreta l’ipotesi di un ritiro degli stimoli monetari già a fine settembre, con lo stop agli acquisti di bond sul mercato ed eventualmente con la prospettiva di un primo rialzo dei tassi già a inizio 2019. Da ricordare che la Bce si riunisce anche il prossimo 25 gennaio, ma come mostra l’andamento della volatilità a un mese, la riunione è quasi unanimamente considerata un “non evento” che non dovrebbe portare ad alcuna novità sostanziale.

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