Anima: cresce la volatilità, visione sui mercati azionari tatticamente neutra

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di Luca Spoldi 9 Marzo 2018 | 17:07

Più volatilità, ma il quadro resta positivo

La “bella addormentata”, la volatilità dei mercati, dopo essere stata per mesi insolitamente assopita, si è risvegliata, facendo sentire il suo impatto, da subito, in modo abbastanza brusco. Lo segnalano gli esperti di Anima nell’ultimo numero della newsletter Anima Flash aggiungendo come però dopo la forte correzione dei primi giorni di febbraio, partita da Wall Street, dovuta ai timori legati a livelli di inflazione superiori alle attese in Usa ed ad una Federal Reserve che potenzialmente avrebbe potuto essere in anticipo più restrittiva, i mercati azionari si sono in vario grado stabilizzati. A fare da supporto resta la crescita globale, che si conferma solida e ben strutturata, oltre che distribuita tra le diverse aree geografiche e di qualità migliore rispetto al passato, grazie al contributo che arriva da consumi e investimenti.

Occhio al ritorno dell’inflazione

In particolare, in questa fase secondo gli uomini di Anima i mercati risultano ormai concentrati principalmente su due aspetti. Innanzitutto il previsto (e sempre più probabile) ritorno dell’inflazione che, lentamente, sta rifacendo la sua comparsa in America come in Europa; in secondo luogo, gli sviluppi delle politiche monetarie, in quanto le principali banche centrali dovrebbero proseguire lungo il sentiero ormai tracciato di normalizzazione e, salvo sorprese, con un passo graduale e prudente. Ieri la Bce ha proseguito in questa direzione, compiendo un ulteriore passo verso l’operazione di uscita dal programma di quantitative easing (QE) entro il 2018, eliminando dal comunicato ufficiale il cosiddetto “easing bias”, ossia il riferimento alla possibilità di variare al rialzo il flusso di acquisti mensili di titoli.

2018 sarà anno di transizione

Il 2018 rappresenta pertanto un vero e proprio anno di transizione, dato che se i bilanci di Bce, Fed, BoJ e BoE si stanno espandendo ad un ritmo sempre più lento, è altrettanto vero che quest’anno si assisterà probabilmente al picco di liquidità sui mercati. Il contesto, perciò, resta ancora costruttivo nel medio periodo, ma dopo anni di rialzi una serie di fattori induce ad una maggiore cautela, per il resto dell’anno, nell’approccio agli investimenti. In questo contesto secondo i gestori di Anima è necessaria una gestione attiva e tattica in funzione degli eventi. La contrapposizione tra fondamentali solidi da una parte e attese di riduzione della liquidità a livello globale, dovrebbe infatti comportare un livello strutturalmente più alto di volatilità, di cui si è già avuto una prima chiara conferma.

Anima: sull’azionario visione torna neutrale

Va inoltre tenuto conto che la mutata struttura dei mercati e in particolare la rilevanza assunta da Etf e fondi quantitativi in termini di masse e flussi, potrebbero incrementare la portata di nuovi ed eventuali momenti di tensione. Pertanto, per quanto riguarda i mercati azionari, la visione strategica del team gestionale di Anima da positiva diventa tatticamente neutrale fatta eccezione del giudizio positivo sui mercati emergenti; di qui un aumento della liquidità nei portafogli, accompagnato da una riduzione dell’esposizione direzionale ed un crescente focus sulle società a basso beta e di alta qualità. Sull’asset class obbligazionaria, in vista del futuro rialzo dei tassi, viene ancora mantenuta una visione negativa.

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