Lombard Odier: dopo Merkel alla Ue servirà leadership mirata e stabile

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di Luca Spoldi 6 Novembre 2018 | 17:53

Merkel lascia mentre è forte insicurezza Ue

Angela Merkel, la leader in carica da più tempo nell’Unione europea, ha annunciato la scorsa settimana che a dicembre si dimetterà dal ruolo di capo di partito della Cdu (Unione cristiana democratica tedesca) e non correrà più come Cancelliere dopo la scadenza dell’attuale (2021). L’annuncio della Cancelliera, nota Stephane Monier, Chief investment officer di Banque Lombard Odier, giunge in un momento di forte insicurezza della Ue e ciò potrebbe impattare principalmente sugli investitori esposti più all’euro che alla politica tedesca.

Acume e durezza Merkel spesso sottovalutati

Tredici anni dopo dalla nomina a Cancelliere, è facile dimenticare quanto all’inizio Angela Merkel fosse spesso sottovalutata ed ignorata. La signora Merkel ha trascorso sette anni come ministro nel governo post-riunificazione di Helmut Kohl, dove costui, avrebbe paternalisticamente presentato l’ex chimico quantistico come “mein Mächen” (“la mia ragazza”), con sua grande irritazione. Un ex funzionario della Cancelleria tedesca, Wolfgang Nowak, ha poi ammesso: “l’abbiamo tutti sottovalutata, non abbiamo compreso la sua mente acuta e analitica”. Anche la durezza della Merkel è passata spesso inosservata. Poi nel 1999, in qualità di segretaria generale della Ccu, è stata la prima a chiedere le dimissioni di Kohl per uno scandalo finanziario della campagna elettorale.

Economia tedesca deve ridurre dipendenza da export

Dopo alcune settimane prese il posto di Kohl come leader della Cdu: “Ho portato il mio assassino vicino a me” disse Kohl più tardi. John Kornblum, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Germania, lo ha formulato in modo altrettanto chiaro: “Se la incroci, sei morto”. La Merkel sta lasciando un’economia tedesca con la disoccupazione ai livelli più bassi dalla riunificazione e che negli ultimi tre anni ha registrato il più alto surplus commerciale al mondo (in parte grazie alla forza della sua industria automobilistica). Ciò, nota l’esperta di Lombar Odier, “ha reso l’economia tedesca fortemente dipendente dalle esportazioni. Ora si deve stimolare la domanda interna riducendo l’eccedenza delle partite correnti in modo da ridurre l’impatto ogni volta che il resto dell’economia mondiale rallenta”.

Merkel critcata per austerità, ma addio legato a migranti

Angela Merkel è stata sia criticata e lodata per la sua capacità di gestire la stabilità finanziaria della Ue, ma al di là dell’austerità finanziaria, la questione che ha contraddistinto la Merkel in Germania resta la sua coraggiosa decisione del 2015 di aprire le frontiere della Germania ai migranti, sospendendo le direttive della Ue che prevedono per i richiedenti asilo di registrarsi nel primo stato membro della Ue che raggiungono. Questa decisione fu in parte motivata dal riconoscimento del fatto che la popolazione attiva tedesca sta diminuendo. Retrospettivamente, il prezzo di questa decisione è stata la stabilità politica.

Successore potrebbe sostenere Ue più federale

In attesa di vedere chi sarà il successore della Merkel come Cancelliere, l’esperta di Lombard Odier non esclude che chiunque sarà possa spostare la Cdu più verso posizioni da destra conservatrice, sottraendo elettori dell’Afd e dal momento che la stessa Merkel ha dato solo un tiepido sostegno alla visione del presidente francese Emmanuel Macron per un’unione più federale, il successore della Merkel potrebbe rappresentare un’opportunità per sostenere maggiormente una visione di legami più stretti tra gli stati europei.

Ue necessita visione politica mirata e leadership stabile

Più in generale, ci aspettiamo che il Pil dell’Eurozona nel 2018 sia leggermente inferiore al 2%, e che la regione continuerà a crescere nei prossimi trimestri al di sopra del suo potenziale. Ciò dovrebbe tradursi nel fatto che la Banca centrale europea si atterrà al suo piano di cessare il QE quest’anno e che i tassi restino negativi nel 2019. Considerato l’attuale contesto di minacce alla sicurezza, il divorzio fratturale dell’Unione europea col Regno Unito, unitamente ad un imprevedibile comportamento da parte del presidente degli Stati Uniti, il continente ha bisogno oggi più che mai di una visione politica mirata e di una leadership stabile.

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