Se perdere l’ultima parte del rally fa più paura che perdere soldi, diamo ancora spazio alla gestione attiva

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di Finanza Operativa 12 Settembre 2017 | 17:30

A cura di Michele De Michelis, responsabile degli investimenti di Frame Am

Anche se non amo l’analisi tecnica, non posso fare a meno di guardare il grafico che ha disegnato ultimamente l’oro, dal quale si evince chiaramente che si sta  avvicinando ad un’ importante resistenza in area 1380-1400 che in passato ha spesso agito come barriera. Da tenere d’occhio nel prossimo futuro quindi l’andamento del metallo giallo perchè potrebbe fornirci importanti segnali, anche in merito alle azioni minerarie che come sapete hanno un effetto leva (quindi con tutti i pro e i contro) rispetto al semplice gold bullion.
Ma quali sono state le motivazioni di questo rally ?Sicuramente i test nucleari di Kim Jong-Un hanno avuto il loro peso, così come la debolezza del dollaro, tuttavia ciò che mi lascia più sorpreso è ancora una volta la resilienza dei mercati azionari internazionali di fronte a tensioni geopolitiche certamente rilevanti, se si eccettua  la debole eccezione dell’indice giapponese Nikkei, che ha scontato moderatamente  la forza dello yen, annoverato tra i cosiddetti beni-rifugio, anche se faccio fatica ogni volta a capirne il perché.
Diciamo quindi che se un operatore sui mercati si fosse ritrovato su un’isola deserta per un mese senza nessun tipo di collegamento con il mondo esterno, se non fosse per la performance al rialzo dell’oro osservando i numeri dei mercati azionari sarebbe autorizzato a pensare che la vicenda dei missili coreani sia stata solo uno scherzo.
Eppure le valutazioni medie dell’equity mondiale  sembrano essere tutt’altro che a buon mercato, e questa storia poteva essere tranquillamente presa come spunto per una bella e salutare presa di beneficio globale.
E allora perché non è andata così? La mia sensazione  è che non ci siano vere e proprie alternative e sembra quasi che i gestori patrimoniali  abbiano più paura di perdere l’ultima parte del rialzo che di perdere soldi.
Dopo aver spremuto fino i fondo i mercati dei corporate  bond e degli  high yield ( pensate che quest’estate le BB europee sono arrivare a rendere meno del decennale americano) adesso  se vogliono continuare a pagare un rendimento ai propri clienti, i gestori  devono necessariamente aumentare il peso medio dell’equity nei propri portafogli ed ogni piccola correzione è buona per farlo.
Ovviamente all’interno dei listini ci sono più settori , così come ci sono più aziende all’interno dello stesso settore , ed è qui che si giocherà sicuramente la parte più difficile, come quando si avanza nel tabellone dei tornei più prestigiosi .
Se osserviamo parametri come il ” forward price earning a 12 mesi” dei vari settori a livello mondiale, possiamo notare che  – nonostante la media sia 15,6    il settore dei consumer staples si trova a 20,4 e quello dei  financial a 12,9, dimostrando che non tutto sembra essere particolarmente caro. Inoltre discutendo recentemente con un bravissimo gestore bottom up inglese, ho avuto conferma che in questo momento contino più le storie singole delle varie società. Infatti, laddove ci siano delle ” special situation ” è ancora possibile mettere a segno dei guadagni mentre se si compra semplicemente l’indice si rischia di non avere grandi soddisfazioni.
Direi quindi che si debba dare maggior spazio alla cosiddetta gestione attiva, a discapito di quella passiva , anche se quest’ultima sembra essere diventata una sorta di panacea di tutti i mali. Gli scenari futuri che potremmo avere davanti ritengo siano sostanzialmente due.
Il primo prevede una normalizzazione delle politiche monetarie sullo sfondo di una crescita sostanziale , un QE che rallenta con i tassi di interesse che aumentano gradualmente e quindi spazio alle azioni che possono beneficiare di un siffatto scenario come i titoli finanziari e i ciclici, evitando le azioni “simil bond ” come i beni di largo consumo, oltre ovviamente alle obbligazioni convenzionali.
Il secondo invece potrebbe scontare un  fallimento totale delle politiche monetarie fin qui adottate, con le banche centrali e i governi  che si ritrovano nelle condizioni di dover mettere in atto operazioni non convenzionali come la monetizzazione del debito e politiche fiscali estremamente aggressive. In quest’ultimo caso,  TIPS , oro e opzioni call sulla volatilità potrebbero essere le uniche asset class ad avere rendimenti decenti.

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