“The trading floor” torna sul parterre di Borsa Italiana

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 10 Novembre 2017 | 17:00

Torna lunedì 13 novembre a Palazzo Mezzanotte, a Milano nella sede di Borsa Italiana, The Trading Floor, dopo il successo della prima edizione tenutasi lo scorso anno. Oltre 100 trader, ciascuno con un proprio desk, si troveranno sul parterre di Borsa Italiana a negoziare con un mix fra gestualità “alle grida” e digitale, in quella che, per un giorno all’anno, è la più grande sala operativa costituita da trader privati presente in Italia.

L’evento – organizzato da Webank (gruppo Banco Bpm) e Le Fontiinizierà alle 9 con il tradizionale suono della campanella, a cura di Tito Rainis, e si chiuderà alle 15 dopo la pubblicazione dei dati macro economici americani.

La giornata, che potrà essere seguita in diretta streaming open sul profilo Facebook di Webank, avrà importanti finalità didattiche, grazie alla presenza di sei trader professionisti sul palco (Alessio Cicirelli, Marco Ciucci, Pietro Di Lorenzo, Bruno Moltrasio, Toni Cioli Puviani, Massimo Vita) e altri dieci in prima fila, fra formatori e rappresentanti di alcune comunità virtuali di operatori, che spiegheranno la loro attività sui diversi strumenti e mercati. In prima fila sarà poi presente anche Gianluigi Raimondi, co-fondatore di FinanzaOperativa.com.

The Trading Floor rappresenta un’occasione di scambio per capire cosa pensano gli operatori dei Mercati Finanziari provenienti da tutta Italia su importanti temi di attualità economica: le future dinamiche economiche Usa saranno influenzate maggiormente dalle tensioni con la Corea o dalla riforma fiscale americana? Tornerà a crescere lo spread per effetto delle imminenti elezioni politiche italiane? Il benessere dell’Uk o dell’Unione Europea è a rischio con la Brexit?

Novità di questa seconda edizione è anche il confronto fra Millennials e Generazione X. Da un lato gli operatori sotto i 35 anni, dall’altro quelli sopra. Non si tratta solo di una questione anagrafica, emergono infatti blocchi generazionali che negoziano in modo completamente diverso: per frequenza delle operazioni, taglia dei trade, strumenti finanziari. Da un’analisi condotta da Bloomberg risulta che i maggiori investitori di trading online sono proprio i Millennials che prediligono trade più veloci e piccoli favorendo indici, materie prime e valute; e se proprio devono lavorare l’equity puntano sui Fang (Facebook, Amazon, Netflix, Google). La Generazione X ha obiettivi temporali più estesi, quantità più importanti e, nella propria watchlist, le azioni, soprattutto italiane, hanno un peso rilevante.

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