Piazza Affari impaurita: un’occasione buy? I titoli “hot”

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 1 Ottobre 2018 | 16:00

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di FinanzaOperativa.com del 28 settembre 2018

Il Ftse Mib oggi sta vivendo una seduta ad alta tensione che lo ha visto scendere fino all’area dei 20.500. Quali le previsioni per le prossime sedute alla luce delle ultime indicazioni dal fronte politico?

Il segnale tecnico generato venerdì 28 settembre dal Ftse Mib è indubbiamente molto negativo, infatti ha visto le quotazioni violare in rapida successione a quota 21.140 punti la media mobile a 50 giorni e a 20.980 punti l’analoga media a 21 sedute. Con la seduta odierna è stato così confermato il segnale ribassista di ieri con la violazione del supporto dinamico ascendente in zona 21.450 punti, limite inferiore che sosteneva l’uptrend dei corsi dall’inizio della seconda settimana di settembre. Da notare che malgrado la brusca caduta di oggi l’ipervenduto non è ancora stato raggiunto, ma ciò potrebbe accadere in corrispondenza dei 20.225 punti, corrispondenti ai mimimi dell’anno e dove troviamo un importantissimo supporto statico di medio termine. La soglia dei 20.225 sarà a mio avviso il vero spartiacque tra l’inizio di un downtrend anche deciso e un possibile rimbalzo dell’indice.
Se il sostegno appena segnalato dovesse dimostrarsi valido, allora potremo anche assistere in prima battuta ad un ritorno dapprima in area 20.600/20.700 e in seguito oltre la soglia dei 21.000 punti. Il sentiment per ora è negativo, ma vista la brusca discesa non escludo che possano esserci le condizioni per dare vita ad un rimbalzo e quindi questa caduta dei corsi potrebbe rappresentare un’occasione per comprare a prezzi più convenienti. La conditio sine qua non è rappresentata dalla tenuta del supporto a 20.225, visto che in caso di violazione di questo a mio parere sarà meglio lasciar perdere oppure si potrà valutare un posizionamento al ribasso.

Cosa può dirci di Unicredit e Intesa Sanpaolo alla luce del crollo odierno?

Se Unicredit dovesse scendere ancora fino al minimo dello scorso 3 settembre tra i 12,3 e 12,4 euro e dovesse riuscire a difendere questa soglia, potremmo assistere ad un rimbalzo. In tal caso avremo un primo obiettivo tra i 12,85 e i 13 euro e in seguito a quota 13,7 euro, per poi spostare lo sguardo sui 14/14,35 euro. Il consiglio è di fissare uno stop loss molto rigido sotto i 12,3 euro, visto che oltre tale soglia ci sarà solo spazio per ulteriori short.

A differenza di Unicredit, Intesa Sanpaolo è un po’ più vicino all’analogo supporto che in questo caso è individuabile a quota 2,12/2,11 euro, dove troviamo il minimo segnato a fine agosto. Al di sotto di 2,12/2,11 euro scatterà il segnale di ingresso per eventuali posizioni short, ma la tenuta del livello appena segnalato potrebbe far presagire una credibile inversione di tendenza con obiettivo a 2,35 euro prima, dove al momento coincidono le medie mobili a 21 e a 50 giorni, e target successivo a 2,45/2,5 euro. La conditio sine qua non è rappresentata dalla tenuta del supporto a 20.225, visto che in caso di violazione di questo a mio parere sarà meglio lasciar perdere oppure si potrà valutare un posizionamento al ribasso.

Fca oggi si difende meglio dell’indice di riferimento, mantenendosi al di sopra dei 15 euro. Questo è a suo avviso un segnale incoraggiante?

Fca proprio oggi a quota 15 euro si è portato a ridosso, senza violarlo, del supporto statico di breve-medio termine. La tenuta di questo sostegno potrebbe favorire, in caso di ripresa del mercato, un rimbalzo del titolo che però non ha molto spazio di crescita. Nel breve si potrebbe assistere ad un ritorno delle quotazioni in un’area compresa tra i 15,8 e i 16,2 euro.
E’ bene notare che dal punto di vista grafico Fca è inserito in un canale ascendente dalla seconda metà di agosto e quindi di fondo si sta ancora muovendo al rialzo.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Al di fuori del paniere delle blue chips segnalo Interpump che dal punto di vista tecnico per ora ha confermato la tenuta del supporto dinamico a 28 euro, dove passa la media mobile a 21 sedute.
Nell’intraday oggi i corsi si sono spinti anche al di sopra della resistenza statica posta a quota 29 euro, generando un segnale rialzista. Nell’ipotesi in cui dovesse ripartire il mercato, Interpump avrà buone chance per proseguire nel suo trend con una bassa correlazione con il resto di Piazza Affari. Il primo obiettivo al rialzo è a quota 30 euro, superata la quale si potrà guardare ai 31 euro, avendo cura di fissare uno stop loss a 28 euro.

Il petrolio continua a spingers in avanti in direzione dei 73 dollari. Il movimento in atto è destinato a proseguire nel breve?

Il petrolio Wti in area 71,25 dollari ha superato una prima importante resistenza statica di medio termine e in seguito ha oltrepassato la successiva a 72 dollari. Questo favorisce un ulteriore sviluppo del movimento all’interno del canale ascendente partito dalla seconda metà di agosto. Il petrolio potrebbe così spingersi in direzione dei 74 dollari e dopo un eventuale movimento laterale di consolidamento si potrebbe assistere ad un ulteriore allungo in direzione dei 75 dollari.

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