Stati Uniti: commodity troppo volatili, interviene la CFTC

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di Marco Mairate 8 Luglio 2009 | 09:45
Ieri l’Authority che regolamenta le borse Usa delle materie prime ha decretato nuove regole per operare sul mercato dei derivati con sottostanti commodity.

La CFTC ha deciso di cambiare regole. Dopo il considerevole aumento dei volumi sulle principali materie prime da parte di soggetti non certamente legati all’industria agricola o energetica, l’autorità che regola i mercati dei future ha deciso di cambiare e limitare l’operatività dei singoli partecipanti.

Obiettivo frenare l’estrema volatilità di molti prodotti.

Prendiamo il prezzo del greggio. A fine marzo valeva poco più di 35 dollari al barile, prezzo che nel giro di due mesi è praticamente raddoppiato per arrivare a 72 dollari, e ora ridisceso a 62 dollari. 

Stesso discorso si potrebbe fare per il granturco, salito del 60% in pochi mesi per poi correggere violentemente.

(Nel grafico a destra gli open interest sul granturco. Fonte:CFTC)

“A luglio e agosto terremo le audizioni dei partecipanti al mercato delle materie prime (industrie, hedge fund, fondi comuni, emittenti di Etf), ci servirà’ per adempiere meglio al nostro compito” ha detto Gary Gensler (foto), presidente della Commodity Future Trading Commission (Cftc), l’Authority che regolamenta le borse Usa delle materie prime.

Secondo la CFTC quello che sta vivendo il mercato delle commodity è il risultato di enormi quantitativi di denaro che si riversano in ottica prettamente specualtiva su alcuni prodotti.

LE PROPROSTE DI CAMBIAMENTO

Secondo Gensler, moti dei partecipanti al mercato dei future opera solo per finalità speculative amplificando i movimenti dei sottostanti per mettere a segno rialzi (o ribassi) spaventosi.

Questo trend sarebbe confermato anche dalle performance di alcuni delle più importanti banche del mondo, che hanno visto tra le poche attività in utile proprio quella legate al trading (Goldman Sachs sembra abbia accumulato una fortuna negli ultimi mesi).

La Cftc vuole nuove regole di trasparenza e limitare la quantità’ di denaro che i singoli partecipanti al mercato, soprattutto se operatori bancari e finanziari, possono ”puntare” sulle materie prime. La prima proposta riguarda la limitazione delle posizioni aggregate su certi prodotti agricoli mentre per i prodotti energetici, la CFTC imporrà limiti sulle singole posizioni per prevenire eventuali manipolazione e congestioni del mercato.

Queste nuove norme riguarderanno sia gli operatori che comprano e vendono indici, sia i manager degli ETF.

Tra i miglioramenti che si intendono apportare, uno riguarda certamente la trasparenza. In questo senso, Gensler ha detto che la Commissione intende aumentare la trasparenza del mercato attraverso il miglioramento del report settimanale Commitments of Traders (COT); in aggiunta continueranno ad essere raccolti dati e informazioni dagli stessi operatori.

Ma se il mercato dei future sulle materie prime  è sotto pressione, anche chi specula sulle valute non se la passa bene.

Bloomberg riporta infatti che FX Concepts, uno dei più grandi fondi hedge specializzato sul mercato dei cambi, ha perso il 5,4% dall’inizio dell’anno. Un altro fondo, creato da John W. Henry & Co.’s, ha detto di aver perso il 2% nei  primi sei mesi di mercato dopo il +76% archiviato nel 2008, la miglior performance dal 1986.

In questo caso i gestori che utilizzano complessi modelli computerizzati per implementare le proprie strategie, si trovano spiazzati davanti ad un mercato tanto volatile e ha detto loro indecifrabile.  I gestori lamentano la mancanza di direzione delle prime dieci valute più trattate che sta facendo impazzire i gestori e le loro performance.

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