La digitalizzazione della consulenza in materia di investimenti finanziari

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Avatar di Daniele Tortoriello 21 Marzo 2019 | 10:45

Consob interviene sul tema della digitalizzazione della consulenza in materia di investimenti finanziari con il Quaderno Fintech numero 3.

Il quaderno è frutto del Gruppo di lavoro CONSOB, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università BocconiUniversità di Pavia, Università di Roma “Tor Vergata” e Università di Verona. Il lavoro infatti raccoglie i contributi di: Luigi De Bernardis, Paolo Ferrara, Nadia Linciano, Paola Soccorso (Consob); Erica Palmerini, Stefano Alberti, Pasquale Cuzzola (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa); Filippo Annunziata, Chiara Mosca (Università Bocconi); Raffaele Lener, Marco Giorgi (Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata”); Michele de Mari, Corrado Ghielmi (Università degli Studi di Verona).

La consulenza automatizzata (robo advice) è un fenomeno sempre più diffuso, al quale regolatori nazionali e istituzioni sovranazionali dedicano un’attenzione crescente, come attestano le numerose ricognizioni disponibili e le iniziative tese ad adeguare i presidi normativi esistenti alle innovazioni derivanti dall’automazione.

Il quaderno Consob si propone di tracciare una ricognizione del fenomeno in Italia, nonché di valutare possibili profili di attenzione per la tutela dell’investitore retail. A tal fine il Gruppo di lavoro ha proceduto a raccogliere informazioni e dati sugli operatori domestici attivi nell’offerta di consulenza automatizzata. In un’ottica prospettica, inoltre, si è cercato di valutare anche il contributo che i soggetti già attivi nel comparto della consulenza possono dare allo sviluppo della modalità automatizzata. Nel complesso, hanno partecipato alla ricognizione 20 operatori, di cui dieci banche (gruppi universali o banche-reti), sei providers di servizi online dedicati anche agli investitori retail, un asset manager che offre servizi online dedicati agli investitori professionali e tre software houses. La partecipazione è avvenuta su base volontaria, anche grazie alla collaborazione di Abi, Ascofind e Assoreti.

Il lavoro si articola in due parti:

  • Parte I: riporta le informazioni e i dati raccolti nell’ambito della ricognizione sull’offerta di consulenza automatizzata in Italia;
  • Parte II: indaga le specialità della consulenza automatizzata rispetto al quadro normativo esistente.

I dati raccolti mostrano che l’offerta di robo advice comincia a muovere i primi passi anche nel mercato italiano, con caratteristiche che la rendono soltanto in parte assimilabile a quella maturata in altri contesti.

L’analisi giuridica suggerisce un atteggiamento di tipo wait and see, in cui possono eventualmente trovare applicazione strumenti di soft-regulation (come, ad esempio, linee-guida), e un approccio di vigilanza di tipo forward-looking, coerentemente con i principi individuati dal Parlamento europeo e dalla Commissione europea noti come approccio per attività, neutralità tecnologica e proporzionalità rispetto ai rischi potenziali.

Per la consultazione completa del lavoro si veda il Quaderno Fintech numero 3.

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