Salini Impregilo prima delle Olimpiadi aspetta il varo di Progetto Italia

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di Gianluigi Raimondi 26 Giugno 2019 | 10:30

In questi giorni se ne parla come uno dei possibili maggiori beneficiari delle Olimpiadi 2026 di Milano-Cortina, che avranno bisogno secondo lo studio presentato dal governo italiano al Cio di investimenti in infrastrutture per 350 milioni a fronte di una spesa totale prevista pari a 1,9 miliardi. Ma Salini Impregilo è in questi mesi impegnata in un progetto ben più impegnativo e dalla tempistica molto meno lontana nel tempo, quello di dar vita al polo italiano delle costruzioni.

Un polo, quello definito “Progetto Italia”, che dovrebbe vedere la luce a seguito dell’impegno di Salini Impregilo nel salvataggio Astaldi, allargato quanto meno a Pizzarotti e Maltauro, col sostegno di Cassa depositi e prestiti (Cdp) e delle banche. Il fabbisogno di capitali freschi è infatti consistente: 1,5 miliardi secondo le indiscrezioni circolate sulla stampa italiana, che parla di accordi vincolanti da siglare entro il 15 luglio per presentarli al Tribunale di Roma nell’ambito del concordato Astaldi.

L’architettura di Progetto Italia si baserebbe su una ricapitalizzazione di Salini Impregilo da 600 milioni di euro (anche se Cdp avrebbe chiesto di alzarla a 800 milioni, proposta rispedita al mittente, pare, da Pietro Salini), che cascata rafforzerebbe Astaldi (con un’iniezione di mezzi freschi per 225 milioni). Tra Salini Impregilo e Cdp rimarrebbero peraltro divergenze sulla governance: nel futuro Cda a 15 membri, Salini Impregilo vorrebbe poter indicare 11 consiglieri, lasciandone 4 a Cdp e alle banche, mentre Cdp chiede la presidenza.

Resterebbero poi da definire le deleghe dell’amministratore delegato (Pietro Salini) e i tempi per il lancio dell’aumento, atteso in autunno e nel quale Cdp si impegnerebbe per 250 milioni, le banche per 150, Salini Simonpietro per 50 mentre il mercato dovrebbe coprire i restanti 150 milioni. In parallelo le banche dovrebbero concedere nuova finanza per 200 milioni ad Astaldi così da estinguere il prestito oneroso di Fortress (125 milioni a breve termine), accordarne 250 milioni di liquidità a Salini e offrire 445 milioni di garanzie a 5 anni ad Astaldi.

I giudizi degli analisti su Salini Impregilo

A giudicare dall’andamento del titolo Salini Impregilo (-13,55% negli ultimi tre mesi, -17,38% rispetto a 12 mesi fa alla chiusura di ieri) il mercato ritiene ancora elevato il rischio di esecuzione di Progetto Italia, tanto che su cinque analisi sul titolo tre sono neutre, una positiva e una negativa. Inoltre il titolo ai livelli attuali tratta a meno di 9,5 volte l’utile per azione stimato per il 2019 (pari a 19 centesimi), mantenendosi di circa un 9% al di sotto del prezzo obiettivo di consenso (1,94 euro).

Il quadro tecnico a Piazza Affari di Salini Impregilo

Abbastanza equilibrato anche il quadro tecnico, neutrale a brevissimo, moderatamente negativo a medio e neutrale a lungo termine. I supporti, individuati tra 1,70 e 1,72 euro per azione, appaiono al momento leggermente più prosimi che non le resistenze (segnalate tra 1,85 e 1,90 euro per azione), cosa che sembra confermare l’andamento leggermente cedente del titolo ma al tempo stesso potrebbe favorire un rimbalzo nel caso di definitivo accordo per varare Progetto Italia e di successivi annunci di nuove commesse, legate o meno all’evento olimpico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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