Portafoglio immerso nella Manica

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di Matteo Chiamenti 28 Ottobre 2009 | 11:00
Molto si è detto e molto si è sentito dire sul settore industriale europeo; uno scenario ricco di contrasti, sospeso tra gli exploit della famiglia Agnelli, i problemi di France Telecom, e gli interrogativi di Opel.

di Matteo Chiamenti

Nasce quindi per i gestori, come facilmente intuibile, una vera e propria task force strategica; riuscire a orientarsi con efficacia non è semplice, come ci conferma la voce di Giles Worthington, gestore del fondo M&G Pan European Fund che investe sull’azionario europeo: “L’ambiente è impegnativo e richiede di investire in società capaci di aumentare i propri utili anche in condizioni difficili. È probabile che ci sarà ancora pressione su prezzi, margini e profitti e, di conseguenza, diventerà sempre più arduo trovare aziende capaci di crescere.
Nella situazione attuale, in cui persistono le difficoltà ad ottenere credito, è fondamentale investire in società poco indebitate, con capitali sufficienti ad auto-finanziare le proprie ambizioni di crescita. Aziende di qualità, con bilanci solidi, capaci di adattare il proprio modello di business e di generare liquidità, saranno le vere sopravvissute in questo ambiente difficile. La selettività degli investimenti darà i propri frutti. A questo proposito, prediligo le società capaci di realizzare utili a prescindere da quello che succede nell’economia.
Non potendo fare affidamento su un’economia vivace, le aziende dovranno essere in grado di farcela con i propri mezzi”. Un esempio da citare è la conglomerata industriale tedesca Thyssenkrupp, che sta beneficiando del cambio dei vertici (compreso l’ingresso del nuovo CFO che, nella posizione precedente, vanta il successo conseguito con la ristrutturazione di Continental, il produttore di autoricambi tedesco). Il nuovo management ha riorganizzato il portafoglio delle aziende Thyssen, tagliato i costi e ridotto il capitale operativo; ha inoltre trovato modalità per mettere in risalto il valore di alcuni asset aziendali, come la joint venture con Vale, azienda brasiliana estrattrice di minerale di ferro, volta a unire gli impianti per la produzione di lastre d’acciaio in Brasile. Un altro esempio è il gruppo francese Eurotunnel, il cui management ha ristrutturato il bilancio aziendale, trasformando la complessa struttura finanziaria in un modello semplice, efficiente e di facile utilizzo per gli azionisti. Come unico gestore del tunnel della Manica, Eurotunnel è in grado di aumentare margini e giro d’affari senza dover investire notevoli capitali extra, ad esempio facendo transitare treni merci più lunghi e più frequenti.

L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
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