RBS, "snellimento" in vista

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di Redazione 3 Novembre 2009 | 08:40
Mentre le BC si apprestano a confermare nuovamente i tassi, aprendo però la strada alle politiche di uscita dalla crisi, Royal Bank of Scotland si appresta a cedere oltre 300 agenzie.

Cosa è successo… Quasi due settimane di correzione per gli indici azionari mondiali. Poi la reazione, giovedì 29 ottobre, sul dato del Pil statunitense nel terzo trimestre dell’anno, migliore delle attese. Una reazione decisa ma che ancora deve dimostrarsi in grado di rilanciare il percorso rialzista degli indici, iniziato a marzo. Tra i dubbi maggiori, per gli investitori, i prossimi movimenti delle Banche centrali. Difficilmente ci saranno movimenti dei tassi a breve, ma le parole “exit strategy” comincieranno a circolare più frequentemente, non solo nelle stanze ovattate di Fed, Bce, BoE e BoJ.

I prossimi eventi…  L’appuntamento rilevante sarà quello con le banche centrali di Stati Uniti e Unione europea, chiamate alla conferma dei tassi di interesse sui livelli attuali ma, allo stesso tempo, a dare indicazioni sulle “exit strategy”. Per gli Stati Uniti ci sarà poi il check-up del mercato del lavoro, nota dolente del tentativo di ripartenza dell’economia mondiale.

Cosa bisogna fare…  La correzione, attesa e finora manifestatasi in forma non certo virulenta, può offrire un’ottima opportunità di ingresso a chi era rimasto finora alla finestra. I certificati Bonus si trovano ancora a distanze rilevanti dalle Barriere ma hanno subito un calo di prezzo che rende la performance a scadenza ancora più interessante. Per chi invece tema un risveglio dell’Orso, la famiglia degli Equity Protection Select mette a disposizione un prodotto capace di offrire un rendimento minimo garantito a scadenza.

Settimana decisiva per Royal Bank of Scotland
Sono molteplici i temi riguardanti Royal Bank of Scotland, il colosso bancario in parte nazionalizzato che arriveranno a una soluzione nel corso dell’ottava. E diverse sono le voci circolanti sulle possibili scelte che verranno effettuate sia dalla società che dalla Commissione europea. Quest’ultima potrebbe richiedere una cura dimagrante decisamente pesante, con dismissione di attività nel campo assicurativo e negli Usa, oltre alla già ventilata cessione di oltre 312 sportelli bancari. Nel frattempo il management della banca è  in trattative con il governo per prendere parte a uno schema di assicurazione contro le perdite su crediti finanziato con proventi fiscali.

L’articolo è tratto da Market Scoop, la newsletter bisettimanale dedicata ai consulenti finanziari.
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