Orgoglio italiano

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di Marcella Persola 8 Gennaio 2010 | 14:15
Reits, previsioni rosee per l’Europa. Dubbi sugli Stati Uniti.

C’è da essere fieri dei fondi immobiliari italiani. Nonostante la crisi economica e la debolezza del mercato sottostante, i prodotti attivi nel segmento real estate, hanno visto crescere il proprio patrimonio e si sono comportati molto meglio dei cugini europei. Questo almeno è ciò che emerge dal rapporto condotto da Scenari Immobiliari (nella foto il presidente [p]Mario Breglia[/p]) intitolato “I fondi immobiliari in Italia e all’estero”.

Infatti mentre i fondi immobiliari europei hanno perso il 3% del proprio patrimonio netto nel 2009, arrivando a circa 300 miliardi, i fondi italiani hanno visto crescere il patrimonio a 32,3 miliardi (+17% rispetto ai 27,6 miliardi del 2008). E non è l’unico motivo per il quale andare fieri dei fondi immobiliari italiani. Anche nei rendimenti i fondi di casa nostra hanno realizzato un andamento sopra la media europea. E’ stimato, infatti, che i fondi italiani hanno realizzato una performance a fine anno del 3,2% contro una media europea ferma al 2,2%. Le previsioni della società guidata da Breglia sono comunque di ulteriore aumento per il prossimo anno. Il patrimonio dei fondi immobiliari europei dovrebbe, infatti, aumentare di circa il 5,6% a 316,5 miliardi. La crescita riguarderà tutti i paesi europei ad eccezione della Spagna e dell’Olanda, dove il patrimonio scenderà rispettivamente da 6,5 a 6 miliardi e da 76 a 75 miliardi. Secondo gli esperti di Scenari Immobiliari, inoltre, i fondi immobiliari italiani cresceranno dell’8,3% e le Opci francesi avranno un’ottima prospettiva di crescita. La stima riguardo a queste ultime è che crescano da 6 a 8,5 miliardi dal punto di vista dei patrimoni.

Ma l’incremento non riguarderà soltanto il patrimonio. Anche le performance dovrebbero registrare dei lievi incrementi e si attuerà una progressiva riduzione tra un paese e l’altro. In particolare il 2010 dovrebbe confermare un segnale di ripresa per quanto riguarda i Reits europei. Si prevede una capitalizzazione intorno al 12-15%, a condizione però che in Germania sia approvata la modifica legislativa da tanto tempo attesa.

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