Biden vs. Trump, in America si vota per l’energia pulita

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Avatar di Stefano Fossati 26 Agosto 2020 | 19:00

“Se Biden dovesse vincere le elezioni di novembre, prepariamoci a un possibile rally delle clean energy stock“. A dirlo sono gli analisti del del Centro Studi BG Saxo. Di seguito la loro analisi.

Nonostante le valutazioni elevate, le prospettive a lungo termine per i “titoli verdi” sono positive e ogni investitore, a lungo termine, dovrebbe avere un’esposizione a questo tema. Nei prossimi mesi la pressione politica continuerà ad aumentare e questo stimolerà l’economia nella direzione di un futuro verde e lontano dal consumo di combustibile fossile.

Il grande piano per l’energia pulita di Joe Biden sottolinea questa tendenza e in questo articolo esaminiamo 28 titoli che possono offrire un’esposizione all’energia pulita.

Secondo Predictit.org, Joe Biden ha un vantaggio di 15 punti su Donald Trump, un margine causato dall’inasprimento del giudizio dell’opinione pubblica verso l’attuale amministrazione a causa sulla gestione del Covid-19. Ancora più importante per una potenziale amministrazione Biden è il fatto che PredictIt prezza al 58% la probabilità che il Partito Democratico prenda il Senato e quindi faccia piazza pulita durante le elezioni. In tal caso, gli Stati Uniti probabilmente si dirigeranno verso quattro anni di drastiche riforme politiche.

Uno dei pilastri dell’amministrazione Biden sarà la gestione del clima. Pilastro trascurato dall’amministrazione Trump, che ha fatto uscire gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi del 2016 e annullato molte delle leggi a tutela dell’ambiente (Recovery Act) promulgate da Obama. Durante la convention Democratica 2020, Biden ha introdotto un piano climatico chiamato Clean Energy Revolution, che mira a spendere 1,7 trilioni di dollari nei prossimi 10 anni, in aggiunta agli sforzi dei singoli stati e del settore privato. Parte del piano è garantire che gli Stati Uniti raggiungano l’obbiettivo di un’economia alimentata a energia pulita al 100% e con zero emissioni entro il 2050.

In caso di conquista di Camera e Senato, i Democratici proveranno a portare grandi cambiamenti in alcuni settori degli Stati Uniti. L’industria petrolifera e del gas subirà perdite e molto probabilmente anche i titoli finanziari vivranno tempi difficili, a causa del mancato alleggerimento della regolamentazione. Anche il taglio dell’imposta sulle società, promulgato da Trump nel 2017, verrebbe probabilmente annullato. I chiari vincitori sarebbero le aziende o i settori che offrono soluzioni per far progredire gli Stati Uniti verso un’economia di energia pulita e ciò significherebbe una spinta ai produttori di veicoli elettrici, al solare, all’eolico, alla gestione e riciclaggio dei rifiuti, alle soluzioni per l’efficienza idrica.

Come segnalato all’inizio di gennaio nella nota “Green stocks are the next mega trend in equities”, il trend positivo delle green stocks è stato valutato positivamente. Il paniere di azioni menzionato in quella nota e qui riproposto è cresciuto del 44% nel 2020 e del 230% da gennaio 2015, superando agevolmente il mercato azionario globale.

Sul lungo termine restiamo positivi sulla “transizione verde”, in quanto i prossimi anni dimostreranno che la crisi del Covid-19 è insignificante rispetto all’impatto a lungo termine del cambiamento climatico. Lo sforzo politico sarà intenso e l’economia basata sulle fonti fossili sarà combattuta come l’industria del tabacco. Petrolio e gas sono ancora importanti e giocheranno un ruolo cruciale per collegare la società a un futuro energetico più pulito e la nostra opinione è che i prezzi del petrolio probabilmente aumenteranno in modo significativo dai livelli attuali, man mano che le scorte in eccesso verranno ridotte.

Nella tabella seguente, 28 titoli, ordinati per capitalizzazione di mercato, dall’indice S&P Global Clean Energy, che comprende un mix di produttori di energia pulita e fornitori di tecnologia e attrezzature.

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