Equita: mercati, fase di stallo in attesa di un 2021 più positivo

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di Stefano Fossati 1 Ottobre 2020 | 17:30

A cura di Luigi De Bellis, co-responsabile dell’Ufficio Studi di Equita

A settembre i mercati azionari hanno registrato una leggera correzione (Global Equities -3%, Dax -1%, Stoxx 600 -1%, Ftse Mib -2.7%, Ftse Mid -1.1%, Nasdaq -4.5%, S&P 500 -3.5%) a causa dello stallo sul nuovo pacchetto fiscale americano, del calo dei Pmi europei e per l’aumento del numero di contagi in tutto l’Occidente, elementi che stanno creando preoccupazioni sulla velocità della ripresa economica.

In realtà, concentrarsi solo sui ribassi degli indici non permette di cogliere l’andamento spesso molto divergente dei diversi settori. In particolare, molto debole nel mese il settore bancario (Euro Stoxx 600 Banks -10%), assicurativo (-6%) e petrolifero (-9%), mentre hanno tenuto i difensivi (Healthcare +1.5%, Food -0.1%, Utilities -0.8%) e il settore industriale (+0.1%).

La volatilità sui mercati è calata leggermente (-4%), con l’indice Vix a 25 punti. L’indice delle commodities (Bloomberg Commodity Index) è sceso del -3.7%, in particolare il petrolio (Brent -10% a $41 al barile) a causa dell’aumento delle scorte in Usa e dei timori di rallentamento della domanda per l’aumento dei contagi. In calo anche l’oro (-3.4%) a causa del rafforzamento del dollaro e della diminuzione delle aspettative d’inflazione (passate dal +1.8% di inizio mese in Usa a 10 anni al +1,58%). I tassi sono scesi leggermente sia in Usa che in Ue (decennale Usa -2 punti base a 0,68% e Bund -13 punti base a -0,52%). Il rendimento del Btp decennale è sceso di 23 punti base a 0,87%, mentre lo spread Btp-Bund si è ristretto di altri 10 punti base all’1,39%: il risultato delle elezioni regionali e del referendum costituzionale hanno consolidato la coalizione di governo e ridotto ulteriormente gli scenari di nuove elezioni, risultato che dovrebbe consentire al governo di focalizzarsi ora sull’implementazione efficace del recovery fund.

La nostra raccomandazione è di diventare gradualmente più costruttivi sul mercato in vista di un 2021 che ci aspettiamo più positivo: riteniamo che l’azione congiunta della politica monetaria e fiscale possa creare le condizioni per un recupero importante dell’economia.

Il commitment da parte delle banche centrali a mantenere i tassi ultra-bassi per molto tempo è sempre più forte, oltre alla montagna di liquidità presente sul mercato, e questo porta le azioni ad essere relativamente sempre più attraenti rispetto ai bond.

Il vaccino è evidentemente un catalyst, ma in realtà le aziende stanno imparando a convivere col virus e questo renderà meno forte una correzione dei dati anche in caso di un aumento dei casi Covid, con le banche centrali pronte a intervenire. I messaggi dalle aziende stanno migliorando, ad esempio nel mondo auto.

La Bce, ma come le altre banche centrali, inizia a parlare di “overshooting”, ossia andare verso una situazione in cui si vuole spingere al rialzo l’inflazione anche oltre l’obiettivo target, quindi in sostanza stanno dicendo che avranno molta pazienza nell’introdurre politiche restrittive nel caso di inflazione al rialzo. La promessa dell’overshooting se credibile può far salire le aspettative di inflazione e abbassare i tassi reali e rafforzare la capacità della politica monetaria di stabilizzare l’economia

Dato che permangono ancora diversi fattori di rischio che potrebbe portare volatilità nelle prossime settimane (rischio seconda ondata del virus, elezioni Usa, Brexit), ci lasciamo una riserva di liquidità per aumentare gradualmente l’esposizione nei prossimi mesi.

Nel nostro portafoglio raccomandato aumentiamo l’ammontare investito al 96% dal 93% del mese scorso, portandoci leggermente in sovrappeso rispetto al benchmark (peso neutro del 95%). Portiamo l’esposizione al settore bancario a neutrale (vs precedente sottopeso) in quanto ci aspettiamo un’intensificazione del processo di consolidamento sia a livello domestico che europeo. Inoltre, abbiamo recentemente inserito Fca in portafoglio al posto di Exor. Continuiamo a sovrappesare i titoli difensivi ed esposti ai temi finanziati dai piani europei (Utilities, Telecom, Infrastrutture/Cemento) e/o esposti a trend strutturali.

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