Le criptovalute piacciono anche all’ex trader di Credit Suisse

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Luca Spoldi di Luca Spoldi12 luglio 2017 | 15:40

L’EX TRADER DIVENUTO STARTUPPER – Lui si chiama Nikolay Storonsky, è russo di nascita, e che sia sveglio lo testimonia il fatto che lavorava come trader sui derivati per Credit Suisse Group a Londra fino a due anni fa, quando con Vlad Yatsenko, developer che all’epoca lavorava per Deutsche Bank ha deciso di fondare la startup Revolut. Revolut finora ha offerto servizi bancari guadagnando tramite l’applicazione di commissioni sui prelievi agli ATM e ottenendo una parte delle commissioni che i merchant applicano sui pagamenti nei negozi.

REVOLUT FIUTA L’AFFARE CRIPTOVALUTE – Adesso però Revolut ha fiutato un business molto più interessante, quello del trading sulle criptovalute, così ha raccolto 66 milioni di dollari da investitori come Index Ventures, Balderton Capital o Ribbit Capital. I capitali serviranno a finanziare l’espansione di Revolut (che attualmente impiega 140 persone tra Londra, Cracovia e Mosca) in Nord America (New York) e Asia (Singapore) e a lasciare che i suoi clienti detengano, scambino, spendano e trasferiscano criptovalute come i bitcoin o gli ethereum. Nei prossimi mesi Revolut dovrebbe raccogliere ulteriori 5 milioni tramite la piattaforma di crowdfunding Seedrs.

SI PUNTA AD UTILI DA TRADING – In questo caso però Revolut anziché applicare una commissione sulle transazioni guadagnerà grazie alla differenza dei prezzi d’acquisto e di vendita delle criptovalute utilizzate dai clienti, agendo in pratica da “market maker” su un mercato dominato da una volatilità elevatissima (i bitcoin sono i calo del 20% rispetto al picco di 3 mila dollari per bitcoin toccato lo scorso 12 giugno, gli ethereum hanno registrato cali ancora maggiori nelle ultime settimane). Intanto le banche stanno a guardare.


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