Default argentino: Jp Morgan pronta a intervenire

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di Luca Spoldi 1 Agosto 2014 | 15:28
Fino al gennaio 2015 Buenos Aires non può offrire ai fondi hedge Usa più di quanto pagato ai detentori di bond ristrutturati. Ma Jp Morgan Chase sarebbe al lavoro per fare da ponte

DEFAULT BIS, FORSE C’E’ UNO SPIRAGLIO – Sembra aprirsi uno spiraglio nella vicenda del default tecnico argentino (il secondo in tredici anni, il terzo nell’ultimo quarto di secolo). Dopo che una prima proposta di un pool di banche pronte a subentrare al governo di Buenos Aires nel pagamento dei bond ottenuti dai risparmiatori che avevano aderito alla ristrutturazione del 2005/2010 era stata lasciata cadere nel vuoto nelle ultime ore delle trattative tra l’Argentina e i creditori che hanno finora rifiutato di aderire alla ristrutturazione medesima (facendo così scattare il default per il divieto imposto dal giudice Griesa alle banche di consentire il pagamento sui bond scambiati), ora il ministro delle finanze argentino, Axel Kicillof, ha fatto sapere che il suo governo non si opporrebbe ad una soluzione avanzata da terze parti per porre fine alla vicenda.

JP MORGAN IN AIUTO DI BUENOS AIRES – In particolare un pool di banche guidato da Jp Morgan Chase sta cercando di trovare un accordo coi fondi hedge capitanati da Elliott Management per consentire da un lato ai fondi stessi di ottenere gli 1,5 miliardi che chiedono come rimborso integrale di capitale e interessi sui propri titoli, dall’altro di non far scattare la clausola “pari passu” (o “rufo clause”), che peraltro scadrà il 31 dicembre di quest’anno, che prevede che nessun obbligazionista possa ottenere un trattamento privilegiato rispetto a quanto ottenuto da coloro che aderirono alla ristrutturazione (clausola che porterebbe l’Argentina a dover in pratica rimborsare l’intero debito defaultato).

L’INTESA SEMBRA A PORTATA DI MANO – Il tutto agendo prima che i possessori di bond che comprendono una clausola di “cross default” (ne esistono per circa 29 miliardi, pari al totale delle riserve in valuta straniera della banca centrale argentina) possano chiedere a loro volta il rimborso dei propri titoli. Secondo l’agenzia Bloomberg, che riporta la notizia citando “fonti vicine alle trattative”, ci sarebbe già un accordo di massima sugli importi che il pool di banche pagherebbe ai fondi hedge, mentre resterebbero da definire ulteriori aspetti procedurali. Il nuovo default argentino avrà un impatto limitato come tempi e come importi? Il mercato questa volta sembra sperarlo.

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