Ostrum Am, così è nato un nuovo big dell’asset management

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di Andrea Telara 26 Giugno 2018 | 09:57
Parla il ceo Duncan: “Vogliamo continuare a essere gestori attivi”

Cambio di nome e radici europee: ecco, in sintesi, il dna di Ostrum Asset Management, società di gestione che ha raccolto l’eredita di Natixis AM, con un rebranding che ha un preciso significato. “La parola Ostrum vuol dire color porpora in latino”, dice Matthieu Duncan, amministratore delegato della società, “come il colore porpora che i greci e i romani usavano per tingere i loro vestiti, quindi il nome è un omaggio alle nostre origini europee e ribadisce anche il nostro forte legame con l’identità color porpora del marchio di Natixis e la sua casa madre Groupe Bpce, che è il secondo gruppo bancario in Francia”.

Quali sono le soluzioni e i
prodotti su cui intendete puntare maggiormente in futuro?

Nel reddito fisso pensiamo che il processo di normalizzazione dei tassi d’interesse sarà lento e graduale nel tempo, per cui abbiamo individuato
due temi chiave per il 2018: reddito e diversificazione, che pensiamo possano rispondere alle esigenze dei nostri clienti nell’attuale contesto di mercato. Siamo convinti che le strategie smart beta
nel reddito fisso, il debito subordinato,
il multi-asset global income, i bond emergenti globali, i convertibili globali e le soluzioni aggregate globali possano essere dei driver della performance ef caci per i portafogli dei nostri clienti. Ci aspettiamo inoltre una forte domanda da parte degli investitori istituzionali di strategie alternative come il private debt in ambito immobiliare. Nell’azionario, la nostra esperienza nel settore delle small & mid cap e nelle soluzioni tematiche vanta un solido track record. Ricordo che i nostri fondi azionari esposti sui mercati emergenti hanno registrato risultati eccellenti nel 2017.

Perché i prodotti a gestione passiva non vi interessano?


Siamo assolutamente gestori attivi e intendiamo proseguire su questa strada. Anni fa, abbiamo preso la decisione netta di non percorrere la strada della gestione passiva, nonostante gli ovvi vantaggi di questo approccio in termini di ottimizzazione dei volumi e dei costi. Invece, abbiamo deciso di sfruttare i nostri punti di forza e costruire sulle attività chiave che hanno contribuito alla nostra reputazione: fornire un reale alpha ai nostri clienti. A ne marzo, il 77% dei nostri fondi si è classificato nel primo o nel secondo quartile di Morningstar.

Quali sono le prospettive del settore dell’asset management in Europa secondo lei?

Il settore del risparmio gestito europeo sta ottenendo buoni risultati e negli
ultimi dieci anni le masse in gestione hanno registrato una crescita costante. L’industria gioca un ruolo cruciale nel finanziamento delle aziende e dei governi ed è anche fondamentale per aiutare i singoli investitori a provvedere al loro futuro. Ma, per i gestori europei, ci sono molte s de da affrontare, come quella della regolamentazione, il consolidamento del mercato, la corsa alla riduzione dei costi, la digitalizzazione. Riguardo a quest’ultimo tema, Ostrum AM crede che la blockchain sia la prossima rivoluzione nel settore dell’asset management. Presto questa tecnologia ottimizzerà
i processi, genererà una riduzione dei costi e porterà maggiore trasparenza e comprensione dei nostri clienti finali.

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