Cameroni (Lemanik): “Nel 2016 le obbligazioni finanziarie possono sovraperformare”

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di Finanza Operativa 29 Febbraio 2016 | 17:00

“Dopo l’inatteso e violento picco di volatilità  di inizio anno, scatenato dalle paure sul rallentamento cinese e dal calo delle materie prime, con il petrolio in prima fila, manteniamo comunque un atteggiamento positivo. Riteniamo, infatti, che le obbligazioni finanziarie possano sovraperformare i corporates nel corso del 2016 grazie ai solidi fondamentali, agli stretti controlli regolatori e al continuo rafforzamento della struttura di capitale. Attese di un prolungato scenario di  tassi zero, di inflazione stagnante e un atteggiamento propositivo e non  punitivo della Bce in termini regolatori rendono l’investimento appetibile”.  E’ questa l’analisi di Alessandro Cameroni, gestore del fondo obbligazionario Lemanik Selected Bond.
“Sotto le pressioni dei mercati, il Lemanik Selected Bond si muove al ribasso, in linea con gli indici di riferimento. Il fondo compensa la maggiore volatilità negativa modulando  il livello di liquidità e offre attualmente livelli di carry elevati con un rendimento implicito in netto rialzo al 7,30%, dal 5% medio del 2015”, spiega Cameroni.
In una fase di mercato disordinata come quella attuale viene meno l’efficacia difensiva di alcune componenti tradizionali, a causa degli allargamenti generalizzati che hanno colpito in modo indistinto  banche ed assicurazioni, creando però interessanti opportunità di riposizionamento. Il fondo mantiene un approccio di investimento ampiamente diversificato: “ribadiamo che in fasi negative è importante evitare di concentrarsi su pochi nomi, ma è bene diversificare in termini di tipologia strumento, rischio Paese e singoli nomi, per affrontare al meglio eventi inattesi.
In particolare, il fondo predilige le banche commerciali a discapito delle investment bank e si posiziona preferibilmente su strumenti con maggiori probabilità di esercizio call come le banche svizzere con trigger bassi, quelle scandinave e i subordinati di alcune banche italiane; recentemente è stato ridotto il peso delle banche inglesi e di alcuni cocos emessi in Usd.
“Sebbene il bail-in sia stato fra le cause che hanno portato scompiglio sui mercati, non siamo negativi sullo strumento che, ricordiamo, è nato con l’obiettivo di portare stabilità tramite il rafforzamento della struttura di capitale. Scarsa conoscenza e paure mediatiche hanno ad oggi avuto l’effetto opposto, ma riteniamo che l’azione e i chiarimenti della Bce, un approccio più soft dei meccanismi di implementazione regolatori e una maggior preparazione tecnica da parte del mercato, consentano di far emergere gli aspetti positivi, che hanno finalità tutt’altro che punitive,” conclude Cameroni.
 

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