Microsoft-LinkedIn, le nozze non cambiano il rating di Morningstar

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di Finanza Operativa 15 Giugno 2016 | 14:30

Tanti vantaggi e qualche rischio. È questo, in sintesi, il giudizio degli operatori sul matrimonio fra Microsoft e LinkedIn. La cifra che il gruppo fondato da Bill Gates ha messo sul piatto (196 dollari per azione, per un’operazione valutata 26,2 miliardi), è superiore quasi del 50% rispetto alla chiusura del social network di venerdì scorso a Wall Street.

“L’offerta di Microsoft valuta le azioni di LinkedIn ben al di sopra del nostro fair value che è di 155 dollari per azione”, spiega Rodney Nelson, analista di Morningstar, che sul titolo mantiene il rating di tre stelle. “Tuttavia crediamo che sia una cifra ragionevole, considerando la base di clienti in continua crescita e il vasto mercato potenziale”. Per quanto riguarda il titolo Microsoft (quattro stelle), l’analista ha deciso di mantenere invariato il prezzo obiettivo a 61 dollari e il giudizio sul vantaggio competitivo (Economic moat Ampio). “Le azioni, ai livelli attuali, ci sembrano una interessante opportunità di acquisto”, spiega Nelson. La transazione, che deve ricevere il via libera delle autorità di regolamentazione, è stata approvata all’unanimità dai consigli di amministrazione di entrambe le società. Microsoft finanzierà l’acquisizione principalmente tramite l’emissione di nuovo debito. La scelta è intelligente”, spiega l’analista. “Il gruppo guidato da Satya Nadella in questo momento può finanziarsi con i bond a tassi interessanti. Inoltre gli resteranno abbastanza soldi in cassa per fare, eventualmente, altre acquisizioni. Non crediamo però che ci saranno altre opportunità di queste dimensioni”.

I vantaggi
Microsoft prevede che LinkedIn avrà un impatto minimo, pari a circa l’1%, sull’utile adjusted per gli anni fiscali 2017 e 2018, quindi dovrebbe cominciare a incidere in positivo a partire dall’anno fiscale 2019. “Microsoft ha l’opportunità di accelerare l’acquisizione di nuovi clienti da parte di LinkedIn grazie alle sue risorse distributive”, spiega l’analista. “Nel frattempo sarà in grado di mantenere in piedi altre operazioni straordinarie come il programma di riacquisto di azioni proprie da 10 miliardi che al momento è in attesa di autorizzazione”.

I pericoli
Va detto che la fusione non è priva di rischi. “Il primo è che in passato ci sono state occasioni in cui LinkedIn non è stata in grado di portare a casa i risultati di bilancio sperati” dice Nelson. “Inoltre potrebbero esserci dei problemi se i clienti del social network non fossero contenti di vedere i loro dati personali e professionali in mano a un colosso come Microsoft. Qualcuno potrebbe decidere di abbandonare la piattaforma facendone così diminuire il valore”.

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