Exane: gli Usa rischiano una recessione. Ma non prima del 2° semestre 2017

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di Finanza Operativa 4 Settembre 2015 | 15:00

Il messaggio principale del nuovo scenario macro del team di economisti di Exane BNP Paribas è che la recente correzione sui mercati non dovrebbe far deragliare le prospettive dell’economia mondiale nel 2016. Allo stadio attuale, appare, dunque, improbabile una recessione a livello globale. Sebbene stiamo entrando in una fase matura del ciclo economico, i leading indicators proprietari lasciano, al contrario, presagire un miglioramento dell’economia mondiale a fine anno. In un contesto in cui non mancano i rischi (rischio di un errore politico in Cina, di un errore di politica monetaria negli Stati Uniti o di disordine politico in Europa), sarà, tuttavia, necessario continuare a monitorare con attenzione l’andamento delle condizioni finanziarie.

Prudenza … la parola d’ordine sul breve termine Il team macro di Exane BNP Paribas stima che lo stress attualmente presente sui mercati potrebbe calmarsi solo fra alcune settimane. Secondo i nostri economisti, non mancano, dunque, fattori che invitano ad essere prudenti sul fronte macro sul breve termine: l’adeguamento strutturale iniziato nei paesi emergenti nel 2012 non è ancora giunto ad una conclusione; i recenti outflows di capitale registrati negli emergenti dovrebbero innescare una seconda ondata di effetti negativi sul mercato valutario; i prossimi appuntamenti elettorali in Europa (Grecia, Spagna e Portogallo) aumentano l’incertezza politica e il dibattito sulla stretta monetaria della Fed continuerà ad essere sotto i riflettori.

Una crescita globale resistente nel 2016 Sebbene mantenga una posizione positiva sulla crescita nel 2016, il team Macro di Exane BNP Paribas, a seguito dell’irrigidimento delle condizioni finanziarie globali, ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita per il 2015 e il 2016, specialmente sui paesi emergenti esportatori di materie prime e quelli in deficit che sono negativamente influenzati dal calo delle commodity e dall’apprezzamento del dollaro.

Nonostante le revisioni sulle prospettive degli emergenti, i nostri economisti ritengono che il rischio che si verifichi in tale area una crisi sistemica come quella del 1997 – 1998 appare limitato grazie al miglioramento dei bilanci. Senza contare che i timori di un hard – landing in Cina sono, per i nostri esperti, eccessivi dato che le autorità domestiche, pur dovendo trovare il giusto equilibrio tra supportare la crescita e implementare riforme strutturali, dispongono ancora di margini di manovra per sostenere l’economia.

Per Exane BNP Paribas non vi è, inoltre, il rischio che lo stress in corso sugli emergenti contagi la crescita dei paesi sviluppati nel 2015 – 2016. Allo stadio attuale, la crescita di tali paesi è, infatti, principalmente supportata dalla domanda domestica che dovrebbe beneficiare dell’incremento del potere d’acquisto. Il calo del prezzo del petrolio, l’andamento del mercato valutario emergente e possibili misure di easing fiscale dovrebbero, infatti, permettere, secondo i nostri economisti, un rialzo dei consumi nei paesi sviluppati.

Le Banche Centrali Mondiali non cambieranno atteggiamento Oltre che ricordarci che il contesto attuale si caratterizza per un rischio deflazionista (piuttosto che inflazionista), secondo il team macro di Exane BNP Paribas il recente calo dell’inflazione e dell’inflazione attesa dovrebbero impedire una rapida normalizzazione delle politiche monetarie. Alla luce di ciò i nostri economisti stimano che, complessivamente, la liquidità globale, in dollari, dovrebbe aumentare nei prossimi 18 mesi.

In particolare:

·l’avvio della stretta monetaria della Fed dovrebbe essere più graduale di quanto stimato dal consensus;

·la BCE dovrebbe aumentare la portata del QE (durata del programma e / o composizione) a dicembre;

·la BoJ non dovrebbe rivedere la propria politica monetaria dato che gli obiettivi posti non sono ancora stati raggiunti;

·la PBoC dovrebbe continuare a promuovere misure di easing monetario.

Inoltre, dato che, negli ultimi anni, il nesso di causalità tra Treasuries e Bund si è invertito, il decoupling tra la politica monetaria della Fed e quella di altre banche centrali avrà principalmente conseguenze sui mercati valutari piuttosto che su quelli obbligazionari. Alla luce di ciò, Exane BNP Paribas stima che, i rendimenti a 10 anni americani dovrebbero restare bassi (2% a fine 2015 e 2,3% a fine 2016) e che il cross EURUSD, stabile nel 2015, dovrebbe registrare un deprezzamento del 15% nel 2016.

Stati Uniti a rischio recessione nell’H2 2017 Il team macro di Exane BNP Paribas stima che gli Stati Uniti potrebbero entrare in recessione nell’H2 2017. Molteplici i motivi che, secondo i nostri economisti, giustificano uno scenario di tal tipo: ammontare dei finanziamenti privati che arriveranno a scadenza, crescente onere del debito privato, livello dei margini societari nel Q3 2014 (storicamente, sin dal 1950, i margini si sono attestati sui massimi in media 7 trimestri prima del verificarsi della recessione) e timing delle elezioni presidenziali (in genere, il primo anno del mandato presidenziale si caratterizza per una crescita più bassa rispetto a quella registrata durante i 4 anni del mandato).

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