Il CFA Italy Radiocor Sentiment Index si mantiene negativo a gennaio

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di Finanza Operativa 8 Gennaio 2019 | 13:00

Al sondaggio, svolto da CFA Italy in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor presso i suoi soci tra il 17 ed il 31 dicembre 2018, hanno partecipato 44 intervistati. Il “CFA Italy Radiocor Sentiment Index” per il mese di gennaio 2019 si mantiene negativo a -40 punti, pur risalendo dal dato di dicembre (-44,2) e dal minimo assoluto registrato a novembre (a -55 punti).
Il commento di Annalisa Usardi, CFA, Senior Economist, Amundi SGR.

Il dettaglio del “CFA Italy Radiocor Sentiment Index” esemplifica l’importante spostamento delle attese di mercato rispetto all’andamento attuale e futuro dell’economia globale che si è verificato nelle ultime settimane di dicembre. Dopo avere rivisto al ribasso le attese su Eurozona e Italia nei mesi passati, dicembre è stato il mese in cui l’attenzione dei partecipanti al sondaggio si è rivolta maggiormente agli Stati Uniti. Il mood del mercato e degli operatori intervistati sembra essersi spostato verso un tema di “decelerazione sincronizzata” dei principali paesi sviluppati, caratterizzato da più basse attese di inflazione e, coerentemente, Banche Centrali in pausa.

Infatti, mentre la valutazione della situazione economica attuale e futura rimane in territorio negativo senza ulteriore sostanziale deterioramento per Italia ed Eurozona, le attese sulla congiuntura economica statunitense subiscono una pesante revisione al ribasso, a fonte di un flusso di dati macroeconomici che nel mese di dicembre ha iniziato ad essere più eterogeneo e foriero di numerose sorprese negative rispetto al consenso.
Nonostante le dinamiche salariali si confermino ancora a supporto di un’inflazione in graduale crescita e le attese degli operatori rimangano per un prezzo del petrolio in ascesa nei prossimi sei mesi, il sondaggio evidenzia in dicembre una marcata riduzione delle attese di inflazione su tutte e tre le aree: ne risultano attese di inflazione in calo per Italia, sostanzialmente stabile per Eurozona e ancora in aumento, ma in modo meno sostenuto, per gli Stati Uniti.
Questo nuovo contesto di “decelerazione sincronizzata” associata ad attese di inflazione più ridotte si traduce per gli intervistati in una significativa riduzione delle probabilità rialzi dei tassi di riferimento da parte della Federal Reserve e della BCE nei prossimi sei mesi, con la maggioranza degli intervistati che ora non si attendono rialzi (ed evidenziano un lieve aumento della probabilità di tagli).  Coerentemente, si riducono le attese di apprezzamento del dollaro verso euro mentre viceversa lo yen è visto in apprezzamento rispetto alla valuta europea.

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