Rame sempre più sugli scudi. I target di Goldman e gli Etc a Milano

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Avatar di Gianluigi Raimondi 15 Aprile 2021 | 09:38

Non ci sarà decarbonizzazione senza rame. L’avvertimento arriva dagli analisti di Goldman Sachs, che prevedono per i prezzi del metallo un rialzo che li spingerà in area 15.000 dollari per tonnellata dagli attuali 8.900 dollari entro il 2025.

Dopo oltre un anno di pandemia globale, con interruzioni delle catene di approvvigionamento, l’importanza fondamentale di garantire materie prime sufficienti a combattere i problemi economici a livello mondiale è al centro dell’attenzione dei Governi e, di riflesso, degli investitori. Un’importanza che a detta della banca d’affari Usa, si estende anche alla prossima grande sfida del nostro tempo: il cambiamento climatico.

In quest’ottica, il ruolo fondamentale che il rame svolgerà nel raggiungimento degli obiettivi climatici di Parigi non può essere sottovalutato, avvertono gli analisti di Goldman Sachs, che di seguito dettagliano la loro view e il loro outlook.

Senza seri progressi nella tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio nei prossimi anni, l’intero percorso verso le emissioni nette zero dovrà provenire dall’abbattimento: elettrificazione ed energia rinnovabile. Essendo il materiale conduttivo più economico, il rame si trova al centro della cattura, dello stoccaggio e del trasporto di queste nuove fonti di energia. 

Il mercato del rame è però impreparato a questo ruolo

Fondamentalmente, il mercato del rame così com’è attualmente non è preparato per questo contesto di domanda. Il mercato è già teso poiché gli stimoli pandemici (in particolare in Cina) hanno sostenuto una ripresa della domanda, a fronte di condizioni di offerta stagnanti. Inoltre, un decennio di scarsi rendimenti e preoccupazioni ESG hanno ridotto gli investimenti nella crescita futura dell’offerta.

Anche se i prezzi del rame sono aumentati dell’80% negli ultimi 12 mesi, non ci sono state approvazioni di progetti greenfield di materiali. Il coronavirus ha solo aggravato questa dinamica, creando abbastanza incertezza da congelare le decisioni di investimento delle aziende. Questa combinazione di domanda in aumento e offerta persistente ha rafforzato le condizioni di disavanzo corrente e prefigura ampi disavanzi aperti a partire dalla metà del decennio. Ora stimiamo un diffirenziale di offerta a lungo termine di 8,2 mln di tonnellate entro il 2030, il doppio del divario che ha innescato il mercato rialzista del rame all’inizio degli anni 2000.

Se il rame rimarrà a 9.000 dollari per tonnellata nei prossimi due anni, stimiamo che i deficit risultanti genererebbero un esaurimento delle scorte di mercato entro l’inizio del 2023.

I target sul rame di Goldman Sachs

Prevediamo che il rame raggiunga una media di 9.675 dollari nel 2021, 11.875 nel 2022, 12.000 nel 2023 prima di un aumento del materiale fino a 14.000 nel 2024 e 15.000 nel 2025.

Gli Etc sul rame a Piazza Affari

Per sfruttare possibili rialzi del rame a Piazza Affari sono disponibili i seguenti Etc: Wisdomtree Copper, Wisdomtree Copper 2x Daily Leveraged e Wisdomtree Copper 3x Daily Leveraged.

Al ribasso, sempre a Piazza Affari, sul rame sono invece disponibili i seguenti Etc: Wisdomtree Copper 1x Daily ShortWisdomtree Copper 3x Daily Short.

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