Mercati, ecco le prime conseguenze dell’inflazione sull’azionario Usa

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di Gianluigi Raimondi 7 Giugno 2021 | 10:02

Negli ultimi mesi l’inflazione, è un dato di fatto, è in aumento. E gli investitori iniziano a preoccuparsi. Ma in che modo l’inflazione influisce sui rendimenti futuri del mercato azionario? Per rispondere a questa domanda gli analisti di Chart of The Day hanno elaborato un grafico che mette a confronto sei intervalli di tassi di aumento dei prezzi rispetto alla perfomance media storica dal 1948 dell’indice S&P 500 calcolata 12 mesi.

Conclusione: il paniere di Wall Street ha registrato una performance migliore con un tasso di inflazione relativamente basso. E’ però necessario un aumento evidente della stessa inflazione per avere un impatto significativo sui rendimenti futuri del mercato azionario.


Qual è stato il tasso di inflazione degli Stati Uniti più basso della storia? Dal 1948 a oggi è quello registrato nell’agosto 1949 a -3%. Mentre il più alto, relativamente allo stesso periodo di riferimento, è quello fatto segnare a marzo e aprile del 1980 al 14,6%.

Ma come, alla luce degli aumeti dell’inflazione Usa registrati negli ultimi mesi, si sono adeguati gli investitori sul mercato azionario americano? Da quando l’inflazione ha iniziato a salire in modo significativo, ovvero dallo scorso 10 febbraio, si è registrata una vera e propria rotazione a favore dell’indice Dow Jones Industrial e a discapito del Nasdaq 100 e del Russell 2000, panieri maggiormente carichi di tecnologia che hanno registrato una più alta volatilità.

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