Investimenti: il terzo trimestre visto da Carmignac

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di Redazione 27 Ottobre 2021 | 15:01

Nell’attuale fase di mercato in cui l’economia globale entra gradualmente in un’epoca post-covid, l’inflazione è in salita e aumentano le pressioni regolamentati, quali società sono in grado di generare margini significativi e conseguire una crescita sostenibile facendo leva sulla propria capacità di guidare, promuovere e adattarsi al contesto in continuo cambiamento in cui operano? Con l’avvio della stagione degli utili del terzo trimestre, su quali società tecnologiche si concentreranno gli investitori? Ecco di seguito la view e l’outlook degli esperti Carmignac.

La carenza di semiconduttori sta iniziando a creare una certa pressione sui costi delle aziende. Ci stiamo quindi concentrando sulle società che hanno sia il potere di determinare i prezzi che una forza del marchio sufficienti per trasferire questi costi ai consumatori, e che come tali non subiranno una compressione dei loro margini.

Le società di pubblicità digitale, come Facebook e Snapchat, sono più colpite del previsto dalle modifiche alla regolamentazione sulla privacy, in quanto rendono più difficile raggiungere i consumatori con annunci personalizzati.

Mentre il 2021 volge al termine, gli investitori stanno naturalmente valutando quello che potrebbe essere il percorso di crescita normalizzata per le società che hanno beneficiato della pandemia. Abbiamo quindi iniziato a concentrarci in modo particolare sulle metriche legate all’engagement. Aziende come Netflix, per esempio, sono già riuscite a rassicurare gli investitori sulla loro capacità di sostenere la crescita”.

A quali elementi deve prestare maggiore attenzione chi investe nel settore tecnologico globale

“Per quanto riguarda il settore Tech, sono tre I temi a cui prestare attenzione: l’impatto dell’inflazione e dei tassi più alti sui modelli di business, le questioni regolamentari e le tendenze strutturali post Covid”.

Nei prossimi mesi i tassi di interessi potrebbero aumentare ancora, alla luce delle preoccupazioni correlate all’inflazione e del potenziale cambiamento di rotta delle Banche centrali verso una politica più restrittiva in una fase di rallentamento della crescita. In questo contesto dovrebbero essere favorite le società meno sensibili al ciclo economico e con un certo potere d’acquisto. Peraltro non sorprende che gran parte di queste società faccia parte del settore tecnologico.

Con l’aumentare delle notizie sui cambiamenti regolamentari, la nostra missione è valutare il ruolo dei fondamentali al di là del « rumore » di breve termine. Da questo punto di vista la situazione cinese può insegnarci molto.

Nel settore tecnologico le autorità cinesi mirano a stabilire nuove linee guida antitrust, applicare norme più severe in ambito di protezione dei dati, promuovere il welfare sociale e migliorare la cybersecurity. Pertanto la selezione titoli rimane un tema centrale. Nel lungo termine queste nuove normative dovrebbero rappresentare un fattore di supporto perché offriranno agli investitori una maggiore visibilità sui business model e miglioreranno gli standard di corporate governance.

La pandemia ha accelerato le tendenze esistenti. Anche se lo shopping online, la formazione a distanza, la telemedicina non erano affatto una novità, il Covid ne ha sicuramente accresciuto la diffusione. Un esempio significativo è rappresentato dall’aumento dell’intenzione di investimento in IT da parte delle società non tech, desiderose di accelerare la transizione digitale. Questo fenomeno dovrebbe fornire una spinta di lungo termine favorevole alla performance dei titoli tecnologici”.

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