Mercati Asiatici : La Cina in prospettiva

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Avatar di Redazione 12 Agosto 2008 | 07:37
Mi ricordo ancora i target price di alcune note banche d’affari circa il prezzo che avrebbe dovuto raggiungere il petrolio entro agosto. Prezzo che il petrolio non ha mai raggiunto e da cui ormai è lontanissimo. Lo stesso fiorire di target fantasiosi da parte degli stessi soggetti ha di recente contribuito ad affondare l’indice cinese.

L’inflazione andrà alle stelle vaticinavano. Ma a quanto pare il consumer price index (CPI) di luglio è cresciuto del 6.3% anno su anno, contro il 7.1% di giugno. Il Renmimbi cinese continuerà ad apprezzarsi perché la Cina non può opporsi alla sua rivalutazione, ma negli ultimi giorni è stato beatamente svalutato di quasi l’ 1% e la tendenza non sembra fermarsi. L’economia si fermerà sotto il peso delle restrizioni imposte con le olimpiadi, ma a quanto pare non sta per niente fermandosi, visto che secondo Global Insight (*), già dal 2009, cioè con 48 mesi di anticipo rispetto al previsto, la Cina diverrà infatti il primo produttore al mondo di beni manifatturieri, con il 17% del totale a fronte del 16% degli Usa.

E dato che l’agenzia ANSA proprio ieri ha ripreso i dati di questa società di ricerca indipendente, ve la riporto perché a mio parere è giusto sentire anche l’opinione di qualcuno che non abbia il termine “affari” nella propria denominazione.

(*) La Cina approfitta del rallentamento dell’Azienda America e si prepara a strapparle, con quattro anni di anticipo, un primato centenario, quello di maggiore produttore al mondo di beni manifatturieri. La notizia del sorpasso, però, potrebbe non stupire gli americani, molti dei quali già convinti che gli States abbiano perso il loro primato diverso tempo fa: “Non produciamo più niente, arriva tutto dalla Cina”, e’ il commento più frequente raccolto in un sondaggio da una società di consulenza di Boston su richiesta del Financial Times.
Fino allo scorso anno, gli Usa erano saldamente al comando con un quinto del totale dei beni manifatturieri prodotti al mondo, mentre la Cina occupava la seconda posizione con il 13,2%. Visto il divario, Global Insight aveva previsto alla fine del 2007 che la Cina avrebbe superato gli States solo nel 2013: ma l’accelerato rallentamento dell’economia a stelle e strisce, con un conseguente calo della produzione, ha costretto la società di consulenza a rivedere le proprie previsioni e a stabilire che il sorpasso avverrà prima. Il 2008 si chiuderà sempre con gli States in vantaggio, anche se il gap continuerà a ridursi.
Negli ultimi 20 anni l’economia cinese e’ stata trainata dall’industria manifatturiera. Nel 1990, prima che le riforme economiche iniziassero a sortire i propri effetti, la produzione manifatturiera cinese rappresentava solo il 3% del totale globale. Ma alla medaglia d’oro della produzione manifatturiera la Cina non e’ nuova, visto che – in base ad alcuni dati storici – ha occupato il gradino più alto del podio per circa 1.800 anni fino al 1840, quando il primato le venne strappato dall’Inghilterra post rivoluzione industriale.

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