La crisi peggiora, il G4 corre ai ripari

A
A
A
di Redazione 6 Ottobre 2008 | 10:00
Ottobre interessante, quello che si prospetta sulle piazze finanziarie. Oltreoceano il congresso americano ha approvato il piano salva Wall Street da 700 miliardi di dollari, che dovrebbe diventare operativo tra circa due settimane. Nel vecchio continente invece l’incontro del G4 evidenzia una rottura sul piano anticrisi tra: Germania, Francia e Inghilterra, con l’Italia che invece guarda e ride. UniCredit infatti ha ufficializzato il piano di rafforzamento patrimoniale da 6,6 miliardi di euro, ma non a causa di svalutazioni o altro, bensì per evitare scalate.

Un autunno di ripresa quello che ci attende, il sistema finanziario americano finalmente nella nottata di venerdì 3 ottobre vede approvato il piano da 700 miliardi di dollari, dopo una settimana di attesa, dubbi ed incertezze. Progetto che dovrebbe diventare operativo già nella prossima settimana, anche se gli economisti americani stimano che i benefici del piano si vedranno tra qualche settimana. Piano che partirà inizialmente con 250 miliardi di dollari, per poi passare a 100 ed infine a 350. Oltre i 700 miliardi, il progetto includerà anche sgravi fiscali per circa 250 miliardi di dollari. Nel complesso l’operazione quindi avrà un costo totale di 950 miliardi di dollari.

Se oltreoceano la situazione sembra andare verso una conclusione, nel vecchio continente le cose non si mettono bene. Pur con le ultime notizie che parlano di accordo e di riuscita del vertice del G4, cioè dei big europei Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna riunitisi a Parigi, sembra essere uscito tutto tranne che un accordo. Ogni paese sembra aver tirato acqua al suo mulino, e la soluzione uscita dall’incontro è che ogni nazione deve prendersi le proprie responsabilità a livello nazionale, adottando misure che verranno decise da ciascuno Stato membro, ma dovranno essere coordinate con quelle degli altri paesi membri. Insomma uno per tutti e tutti per uno. Inghilterra, oramai a picco, punta ad un aiuto comune, Francia e Germania vogliono invece viaggiare da sole, consapevoli probabilmente dei Junk delle loro banche.

La notizia bomba però è che Francia e Germania hanno chiesto alla Commissione europea flessibilità nell’applicare le regole. In pratica l’intento dei due governi è quello di poter aiutare le proprie banche con aiuti di stato senza aver intralci dalla comunità. Tuttavia  il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, sembra non aver preso molto bene la richiesta, affermando che il patto di stabilità deve essere rispettato nella sua interezza.
Dal lato Italia, il presidente Berlusconi, ha commentato “i vincoli di Maastricht noi vogliamo rispettarli, ma certo con questa crisi…, ma noi vogliamo rispettarli”.

Sul lato mercati, quello uscito dall’incontro, potrebbe indicare gravi difficoltà per gli istituti finanziari francesi e tedeschi. Le richieste dei loro governi indicano chiaramente che si attendono una bufera in casa. Francia e Germania, pur in Europa, hanno sempre mantenuto un ideologia nazionalista, sono paesi che quando c’è da fare un affare per la nazione allora non esistono regole, mentre quando gli affari riguardano gli altri allora le leggi vanno rispettate. E tale proposta spinge quindi a pensare che ci saranno degli interventi, altrimenti perché chiedere l’annullamento delle regole comunitarie per non aver intralci negli aiuti alle proprie banche.

Adesso la palla passa alla comunità Europea, che dovrà decidere se appoggiare la proposta del G4 oppure se mantenere la linea dura, con la conseguenza di vedere indebolirsi il sistema finanziario Europeo.

Per quanto riguarda l’Italia, la situazione finanziaria per ora sembra essere sotto controllo, Unica anomalia è UniCredit, che ha dichiarato di voler procedere con un piano di rafforzamento patrimoniale da 6,6 miliardi di euro, anche se tale scelta è mirata, non tanto a causa di perdite o difficoltà, ma bensì per permettere all’istituto di piazzale Cordusio di alzare le barriere di difesa da eventuali scalate.
Forse è venuto il momento che anche l’Italia alzi la voce, l’attuale potenziale delle proprie banche, specialmente quelle di medi dimensioni, è quello di possedere liquidità, caratteristica che potrebbe permettere al sistema finanziario ed industriale italiano di crescere ed espandersi. Con le regole comunitarie lasciate immutate e usando la nostra liquidità potremmo proiettarci prima degli altri sulla ripresa.

Societa’ Listino di Riferimento Prezzo Valuta Var%
Allianz Deutsche borse (xetra) 97,94 EUR +3,45%
American Express Nyse 30,87 USD -3,95%
Anima Borsa Italiana 1,415 EUR -0,21%
Axa Euronext 23,095 USD +4,66%
Azimut Borsa Italiana 4,5775 EUR +4,84%
Banca Generali Borsa Italiana 4,1725 EUR +0,28%
Bank of NY Mellon Nyse 29,78 USD -2,83%
Barclays Lse 24,71 USD +2,95%
BlackRock Nyse 182,5 USD +6,07%
BNP BNP 71,345 EUR +9,42%
Citigroup Inc Nyse 18,35 USD -18,4%
Credit Agricole Euronext 15,39 EUR +6,13%
Credit Suisse Group Swiss Market Exchange 57,4 CHF +8,3%
Deutsche Bank Deutsche borse (xetra) 52,23 EUR +4,46%
Dexia Euronext 8,538 EUR +0,2%
Fortis Euronext 5,422 EUR -0,78%
FT Inv. Nyse 82,66 USD -5,95%
Goldman Sachs Nyse 128 USD -2,69%
Henderson Lse 109 GBp +0,69%
HSBC Investments Lse 927,75 GBp +1,75%
ING Euronext 18 EUR +10,7%
IntesaSanpaolo Borsa Italiana 3,9 EUR +3,45%
Invesco Nyse 20,38 USD -1,45%
Janus Capital Group Nyse 20 USD -4,12%
Jp Morgan Nyse 45,9 USD -7,92%
Julius Baer Swiss Market Exchange 52,4 CHF -0,57%
Legg Mason Nyse 34 USD -0,49%
Man Group Lse 349,5 GBp +1,30%
Mediobanca Borsa Italiana 9,56 EUR -0,46%
Mediolanum Borsa Italiana 3,37 EUR +3,79%
Morgan Stanley Nyse 23,92 USD +3,05%
Montepaschi Siena Borsa Italiana 1,81 EUR +2,26%
Natixis Euronext 2,68 EUR +14,0%
Nordea bank Omxnordicexchange 88,1 SEK +2,68%
Raiffeisen Wiener Borse 52,8 EUR +14,7%
Schroders Lse 1032 GBp +2,68%
Skandia (Old Mutual) Lse 77,4 GBp +6,61%
State Street Nyse 46,96 USD -9,41%
Ubs Swiss Market Exchange 23,98 CHF +12,5%
Unicredit Borsa Italiana 3,0825 EUR +9,58%

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti