Bonus & stipendi – Toglietemi tutto ma non il mio Jet

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di Marco Mairate 20 Novembre 2008 | 09:41
Sempre più scottante (e seguito) il tema spese folli. Con lo scoppio della crisi e il crollo dei titoli, i media americani hanno cominciato a fare le pulci ai top manager delle società quotate scoprendo costi esorbitanti fatti da bonus, benefits e voli privati. Ieri la sfilata di top manager statunitensi (chiamati a testimoniare davanti a diversi comitati del congresso Usa) ha visto protagonisti i Ceo delle tre case produttrici di auto Usa che in periodi neri per l’auto non disdegnano i Jet Privati.

Come è risaputo il mercato dell’auto a stelle e strisce è ormai in ginocchio (nell’ultimo trimestre il calo delle vendite è stato del 18%) e i tre erano appunto lì per chiedere di approvare un secondo pacchetto di aiuti economici (oltre ai 25 miliardi già stanziati dal Congresso) che dovrebbero aiutare a sostenere e rilanciare le quattro auto americane.

Il caso vuole che uno dei Congressiti presenti all’udienza ha fatto notare ai propri colleghi come tutti e tre i Ceo avessero volato con i propri jet privati e non con le classiche linee commerciali.

Ovviamente a questi livelli nessuno si aspetta che Richard Wagoner (Ceo di General Motors) o William Clay Ford (Ceo di Ford) si mettano a prendere voli low-cost, ma con le loro aziende che bruciano miliardi di dollari al trimestre anche le piccole spese fanno la differenza.

La cosa non sfugge ai congressisti che subito si gettano sul tema spese folli e chiedono quali dei signori presenti volasse abitualmente con voli di linea commerciali e quali no. La risposta, per alzata di mano, ha visto uno scoraggiante 3 a 0 per i voli privati.

Il Congressita allora incalza con una seconda domanda: quali di loro signori aveva intenzione di vendere il proprio jet personale e quindi tornare a volare con voli commerciali. anche questa volta – per alzata di mano – i tre super Ceo sono rimasti immobili sulle loro poltrone, con le mani basse.


UN SETTORE IN GINOCCHIO

A inizio mese General Motors, ha detto che la liquidità del gruppo era scesa a 16,2 miliardi di dollari dai precedenti 21 miliardi mentre la perdita del trimestre si è attestata a 4,2 miliardi di dollari. Non se la passa meglio Ford che nel trimestre concluso a settembre aveva bruciato 7,7 miliardi di dollari di liquidità. 

“Il supporto a breve termine del governo per superare l’attuale crisi finanziaria consentirà a General Motors di andare avanti come motore di crescita e produttore di veicoli e tecnologia di cui l’America ha bisogno. Questo aiuto salverà milioni di posti di lavoro ora e produrrà enormi benefici negli anni che verranno” scrive Richard Wagoner sul Wall Street Journal.

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