USA – Qualsiasi cosa per superare la crisi

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Avatar di Cole Kendall 17 Dicembre 2008 | 11:00
Denaro praticamente ‘gratis’ negli Stati Uniti dopo la mossa della Fed di ieri sera. Nonostante l’ottimismo di Wall Street (l’indice S&P500 ha chiuso in rialzo del 5%) molti nubi continuano ad oscurare i cieli di Washington. Bluerating ha intervistato con Cole Kendall di UTM per avere le imrpessioni direttamente dagli States.

BFC: Ieri sera la Fed ha tagliato a sorpresa il tasso ufficiale di sconto di 75 bps azzerando praticamente il costo del denaro: come commenti questa decisione?

CK: La Fed ha finalmente annunciato che farà di tutto per mantenere viva l’economia e i mercati finanziari. I tassi sono stati portati a zero e rimarranno su questi livelli per molto tempo. Oltre ai tassi la Fed ha intenzione di comprare praticamente tutta la ‘carta’ commerciale a basso rischio che si trova sul mercato, inclusi enti governativi e buoni del tesoro. Finalmente, la Fed “continuerà a considerare l’utilizzo del proprio bilancio per supportare ulteriormente i mercati del credito e l’attività economica”.


BFC:  Cole quali indicazioni puoi darci sull’economia americana?

CK: Come abbiamo già sottolineato più volte, l’economia americana rimarrà debole per alcuni trimestri ma siamo convinti che segnali di ripresa si avranno già dalla seconda metà del 2009. Sul fronte politico, qualsiasi decisione prenderà l’Amministrazione Obama per il prossimo anno, la politca economica è già stata decisa. Ben Bernanke (presidente della Fed ndr) è de facto il leader del team economico di Obama fino a nuovi ordini.


BFC: Torniamo ai mercati e le valute, sembra che gli indici stiano piano piano allontanandosi dai minimi di novembre mentre il dollaro ritorna a perdere terreno nei confronti delle principali valute.

CK: I mercati azionari faranno meglio nei prossimi mesi non appena i primi segnali di ripresa saranno visibili nei dati economici. Anche se oggi un’operazione scontata è quella di vendere il dollaro, l’outlook per altre valute come yen ed euro non sembrano poi tanto incoraggianti. Le banche centrali di Europa e Giappone sembrano molto propense ad adottare una strategia simile a quella della Fed, pena un recupero dell’economia più lento di quello che assisteremo negli Stati Uniti. In entrambi i casi, l’euro e lo yen potrebbero soffrire nei prossimi tre/sei mesi da oggi.

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