Immobiliare: ecco perché conviene comprare e non andare in affitto

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di Redazione 23 Aprile 2013 | 07:16

L’Ufficio Studi Tecnocasa ha valutato la convenienza tra l’acquisto o la locazione di un bilocale di 52 mq in una zona semicentrale di Milano.


LO STUDIO – Comprare o andare in affitto? In molti si scontrano con questa domanda a cui spesso è difficile rispondere in modo assoluto. C’è chi preferisce andare in affitto per non essere costretto a richiedere un mutuo, c’è chi invece è disposto a un piccolo sacrificio e investire su un immobile di proprietà. L’Ufficio Studi Tecnocasa ha valutato la convenienza tra l’acquisto o la locazione di un bilocale di 52 mq in una zona semicentrale di Milano.

ACQUISTO – L’immobile costa 255mila euro e l’acquirente ricorre ad un mutuo a tasso fisso di 25 anni che finanzia il 65% del valore, pagando una rata di mutuo di 1067 euro. Possiede quindi un capitale a disposizione di 95mila euro. L’importo del mutuo comprende anche le spese legate all’acquisto dell’immobile: notaio, intermediazione immobiliare, imposte e bolli. Egli pagherà i costi legati all’acquisto della casa e all’accensione del mutuo e avrà un beneficio fiscale grazie alla detrazione degli interessi passivi. Inoltre dovrà pagare le spese di gestione dell’immobile (manutenzione straordinaria e assicurazione). Per calcolare il valore futuro dell’immobile abbiamo considerato una rivalutazione annua pari alla media dell’indice Istat degli ultimi 10 anni.

AFFITTO – Chi opta per la locazione paga un canone mensile iniziale di 800 euro. Il capitale a disposizione (di 95mila euro) viene investito in un Btp a 25 anni. L’affitto sarà aggiornato ogni anno in base all’indice Istat. L’inquilino dovrà pagare annualmente la registrazione del contratto di locazione.

LE DIFFERENZE – Il modello proposto considera la differenza tra i canoni di locazione e le rate di mutuo. Per esempio, nel primo anno ci sarà una differenza positiva per il locatario (che spende 800 euro al mese contro una rata mensile di 1067 euro per il proprietario). Tale differenza sarà investita in un conto corrente bancario ordinario con tasso di remunerazione dello 0,35% lordo. Allo stesso tasso si investe l’eventuale differenza tra i costi di gestione dell’immobile, i costi della locazione e il beneficio fiscale per la detrazione degli interessi.

RISULTATO FINALE – Dopo 25 anni, ovvero all’estinzione del mutuo abbiamo calcolato il guadagno ottenuto da entrambi:
Proprietario (valore futuro immobile – rate del mutuo) = 103.251 euro
Inquilino (capitale investito – canoni di locazione + eventuale differenza rata mutuo/canone e altri costi benefici) = – 18.407 euro.

Insomma tirando le somme, secondo l’esempio dell’Ufficio Studi Tecnocasa, il risultato è a favore di chi ha acquistato.

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