Svizzera, nessun addio al segreto bancario

A
A
A
di Luca Spoldi 18 Dicembre 2017 | 08:00

La Svizzera mantiene i suoi segreti

La Svizzera fa accordi ma non perde il vizio: nonostante la sigla di vari trattati bilaterali (tra cui un accordo con l’Italia) per incrementare la trasparenza e favorire la collaborazione fiscale, il segreto bancario elvetico è destinato a non scomparire del tutto. In base ad un progetto di legge promosso da Eveline Widmer-Schlumpf, ex ministra delle finanze del Cantone dei Grigioni ed ex presidente della Conferenza dei ministri cantonali delle finanze, il segreto bancario sarebbe rimasto in vigore solo per le procedure fiscale.

Nessuna informazione per frode o elusione

Ma ciò non è stato sufficiente a tranquillizzare chi temeva che in base a tale norma i cantoni potessero pretendere dalle banche di ottenere informazioni riservate su un determinato cliente, residente in Svizzera, anche nei casi di elusione fiscale o di frode (in base all’attuale normativa svizzera per tali casi i cantoni non possono consultare dati bancari, né affidarsi testimonianza dei dipendenti della banca). L’ex politica elvetica voleva invece che le infrazioni potessero in futuro venire giudicate a seconda della loro gravità.

Il segreto vale per chi ha la residenza in Svizzera

Ciò avrebbe reso ad esempio obbligatorio per una banca fornire informazioni anche solo in caso di una dichiarazione dei redditi non avvenuta, qualora fosse stata aperta una procedura penale. Contro il disegno di legge è stata chiesta la pronuncia del Consiglio Federale Nazionale, che si è pronunciato a favore del mantenimento del segreto bancario per i clienti che risiedono in Svizzera, decisione poi ribadita anche dal Consiglio degli Stati.

La questione non sembra del tutto chiusa

Anche se gli oppositori alla norma ribadivano che in Svizzera si parte, e si debba continuare a farlo, dal principio che il contribuente è onesto, in molti ritengono che la vicenda non sarà chiusa, sia perché qualche contribuente, magari svizzero di residenza ma con interessi rilevanti in stati esteri, col “vizietto” di non riportare al fisco tutti i suoi interessi potrebbe esistere, sia perché il problema di una distinzione tra il principio di sottrazione fiscale e di frode fiscale ritornerà a presentarsi in futuro. Per ora comunque il segreto resta e chi ha qualche scheletro nell’armadio tira un sospiro di sollievo, assieme ai contribuenti “onesti” preoccupati della propria privacy.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Banche, riparte il Gioco dell’Opa

Banche, secondo polo: il sogno di Cimbri

Banche, il tesoro nascosto per le fusioni

NEWSLETTER
Iscriviti
X