LIBRARY | Naspi: come funziona e chi ha diritto alla disoccupazione. Le regole INPS

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di Massimiliano Carrà 13 Febbraio 2020 | 12:24

Tra le tante domande che l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) riceve giornalmente, ve n’è una in particolare che si sussegue giorno dopo giorno: “Come funziona e chi ha diritto alla Naspi (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego)?”

Come si legge anche sul sito dell’INPS, la Naspi è un’indennità di disoccupazione mensile che è stata istituita dall’articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22 e sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI. Istituita dal decreto 22/2015.

Essendo quindi un’indennità di disoccupazione, la Naspi è stata istituita per aiutare economicamente coloro che hanno perso il lavoro. Ovviamente però, c’è un aspetto ben preciso da sottolineare: la Naspi non viene concessa a tutti i disoccupati, ma solo a una categoria ben precisa. 

A chi spetta la Naspi prevista dall’INPS

Partendo dal presupposto che la Naspi viene erogata esclusivamente su domanda dell’interessato, l’INPS evidenzia che può essere concessa esclusivamente ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato (quindi dipendenti) che hanno perso involontariamente il posto di lavoro

Ecco nel dettaglio a chi spetta l’indennità di disoccupazione:

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Di conseguenza, l’INPS individua anche coloro che non possono richiedere la Naspi:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la Naspi

Entrando più nel dettaglio, la Naspi spetta ai lavoratori che sono stati licenziati, agli apprendisti che non hanno visto trasformare il proprio contratto di apprendistato in un contratto a tempo indeterminato, o coloro che non hanno ottenuto il rinnovo di un contratto a tempo determinato. 

Anche se l’indennità di disoccupazione non può essere richiesta da chi lascia volontariamente il proprio posto di lavoro, c’è un caso in cui spetta anche a questa categoria: quando il lavoratore presenta le dimissioni motivate da giusta causa. Per esempio, nel caso in cui il dipendente decide di interrompere l’attività lavorativa per il mancato pagamento degli stipendi, per aver subito delle molestie sessuali dal datore di lavoro, oppure ancora per maternità

Inoltre, è importante sottolineare che possono richiedere il sussidio coloro che si trovano in stato di disoccupazione e possono vantare 13 settimane contributive (nei 4 anni precedenti) e 30 giorni di lavoro effettivo (nei 12 mesi precedenti).

Come funziona la Naspi

Come si legge dal sito dell’INPS, l’erogazione della Naspi segue dei criteri ben precisi. Tant’è che spetta a partire:

  • o dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno o dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se quest’ultima presentata dopo l’ottavo giorno successivo alla cessazione, ma entro i termini di legge;
  • dall’ottavo giorno successivo al termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno, oppure dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno ma entro i termini di legge;
  • dal 38° giorno successivo al licenziamento per giusta causa, se la domanda viene presentata entro il 38° giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata oltre il 38° giorno successivo al licenziamento, ma entro i termini di legge.

Quanto spetta economicamente ai disoccupati

Dopo aver analizzato cos’è e come funziona la Naspi, adesso è importante soffermarsi su quanto spetta economicamente ai disoccupati che ne hanno diritto. Partendo intanto dal presupposto che l’indennità di disoccupazione ha una durata minima di 6 mesi e massima di 24 mesi, il calcolo della Naspi si basa su elementi continuativi e non continuativi.

Nel dettaglio, per capire quale è l’importo mensile bisogna:

  • dividere il totale delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni per il numero di settimane di contribuzione;
  • moltiplicare il numero ottenuto per 4,33.

Se la cifra è pari o inferiore ai 1.195 euro, l’importo della Naspi sarà determinato in misura pari al 75% della retribuzione stessa. Se invece il risultato è maggiore, verrà aggiunto un importo pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. L’importante è che non venga superato il limite massimo mensile di 1.300 euro.

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