Così DBS è arrivata al vertice del private banking asiatico

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di Francesca Vercesi 3 Settembre 2021 | 07:11

Di Francesca Vercesi

 

Che piaccia o no, questo è il tempo del virtuale. A cominciare dalla finanza dove le innovazioni tecnologiche stanno trasformando completamente il tradizionale modo di fare banca, dai prodotti ai servizi, alla relazione con i clienti.

 

L’ora del denaro digitale

E le banche più evolute (o quelle che se lo possono permettere) si stanno avvicinando in fretta verso tecnologia blockchain e criptovalute, anziché subirle. Lo sa bene DBS Bank, la più grande banca di Singapore, che è al lavoro con il colosso Usa JPMorgan e la società d’investimento statale Temasek Holdings (il secondo fondo sovrano di Singapore, dopo Gic, che controlla DBS al 29%) per lanciare una nuova società interbancaria blockchain. L’obiettivo? Creare una nuova piattaforma basata sulla tecnologia per pagamenti, commercio e regolamento in valuta estera. Chiamata Partior, digitalizzerà i fondi di banche commerciali per ridurre l’attrito esistente nei pagamenti transfrontalieri, nelle transazioni commerciali e nel regolamento delle operazioni in valuta estera. “Questa funzionalità consentirebbe il regolamento istantaneo di pagamenti per vari tipi di transazioni, aiutando le banche a eliminare ostacoli associati ai pagamenti globali nell’attuale sistema finanziario”, hanno spiegato in DBS. La piattaforma di Partior si concentrerà principalmente sull’agevolare i flussi in dollari statunitensi e dollari di Singapore fra le banche locali, con l’obiettivo di espandere l’offerta dei servizi ad altri mercati in varie valute.

 

I numeri

Del resto DBS Bank, istituita dal governo di Singapore nel 1968, è una società multinazionale di servizi bancari e finanziari. Essendo la più grande banca nel Sud-est asiatico e tra le più grandi banche in Asia, ha posizioni dominanti nel mercato dei servizi bancari, tesoreria e mercati. Ma anche gestione patrimoniale, titoli mediazione, raccolta fondi azionari e di debito. Questo a Singapore, Hong Kong e Taiwan. Ma la sua presenza spazia in 17 mercati in tutto il mondo: Australia, Cina, Hong Kong, India, Indonesia, Giappone, Corea del Sud, Malesia, Birmania, Filippine, Taiwan, Tailandia, Vietnam, Emirati arabi, Uk e Stati Uniti. L’ad di DBS, Piyush Gupta, ha affermato che “la tecnologia blockchain e gli smart contract consentiranno alla banca di supportare pagamenti multivaluta transfrontalieri in tempo reale, finanza commerciale, cambi di valute e regolamenti di security DVP su una piattaforma di livello mondiale con programmabilità, immutabilità e tracciabilità integrati nella sua suite di servizi”. E ancora, la banca ha appena lanciato una piattaforma di esecuzione del reddito fisso (FIX) completamente digitale e automatizzata, permettendo agli emittenti di collegarsi direttamente con gli investitori senza intermediari. È la prima piattaforma del genere in Asia e arriva nel mezzo della trasformazione digitale dei mercati dei capitali.

 

Exchange di criptovalute

Intanto a maggio il gruppo bancario ha emesso un’obbligazione digitale da 15 milioni di dollari di Singapore (11 milioni di dollari Usa) nella sua prima offerta di token di sicurezza (STO). Mentre a fine 2020 DBS ha creato un exchange di criptovalute chiamato DBS Digital Exchange per consentire agli investitori di negoziare i principali crypto asset, tra cui Bitcoin, Ether, Bitcoin Cash e XRP. E sta assumendo sviluppatori Ethereum. Secondo Gupta, DBS Digital Exchange sarebbe “il primo exchange di criptovalute al mondo supportato da una banca tradizionale”. Nel nuovo perimetro del fare banca, dunque, Dbs sta giocando un ruolo di assoluto protagonista. Una realtà quotata alla Borsa di Singapore che oggi conta su 12 miliardi di dollari di ricavi, 29mila impiegati, 700 miliardi di dollari di patrimonio al 31 dicembre 2020.

 

Le origini

Fondata il 16 luglio 1968 dal governo di Singapore per rilevare le attività di finanziamento industriale dall’Economic Development Board, lo scopo principale della banca era di fornire prestiti e aiuti finanziari alle industrie manifatturiere e di trasformazione e di aiutare a stabilire e migliorare le industrie esistenti a Singapore. Il governo di Singapore aveva infatti invitato una delegazione di esperti dell’Onu per valutare la situazione economica di Singapore e per elaborare un programma di industrializzazione della città. La proposta comprendeva la creazione di una banca di sviluppo, insieme a un ente economico per attirare gli investimenti stranieri, fornire finanziamenti e gestire le zone industriali. Una delle operazioni fondamentali per la crescita e l’immenso sviluppo regionale della banca è stata l’acquisizione, nel 1998, per 1,6 miliardi di dollari della POSB Bank (il vecchio circuito della posta fondato nel 1877 dal governo coloniale britannico di Singapore) che ha portato a DBS una quota di mercato dominante con oltre quattro milioni di clienti. La POSB Bank gestisce ancora oggi uno dei più alti numeri di filiali bancarie a Singapore, soprattutto nei quartieri periferici, e gestisce il più alto numero di sportelli ATM in tutta Singapore. L’integrazione di entrambe le banche ha permesso ai clienti di condividere le strutture; i depositanti della DBS Bank possono utilizzare il Cash Deposit Machine installato in tutta l’isola nelle filiali della POSBank, allo stesso modo i depositanti della POSB Bank.

 

Nuova fase

La DBS, conosciuta un tempo come The Development Bank of Singapore Limited, prende il nome attuale nel 2003 per riflettere il suo mutato ruolo di banca globale. La forte posizione patrimoniale della banca, così come i rating di credito “AA-“ e “Aa1” di Standard & Poor’s e Moody’s che sono tra i più alti della regione Asia-Pacifico, le hanno fatto guadagnare il riconoscimento Global Finance di “Banca più sicura in Asia” per sei anni consecutivi, dal 2009 al 2015. La banca è stata anche premiata come migliore banca digitale del mondo nell’anno 2016 da Euromoney. Nel luglio 2019, DBS è diventata la prima banca in assoluto a detenere contemporaneamente tre delle più prestigiose onorificenze di migliore banca globale (Euromoney, Global Finance, The Banker). Inoltre, è quotata nel Dow Jones Sustainability Asia Pacific Index dal 2 ottobre 2018 (la capitalizzazione di mercato è di 76,7 miliardi di dollari), diventando così la prima banca del sud-est asiatico a farlo. È stata una delle prime aziende di Singapore ad essere riconosciuta per gli sforzi di parità di genere insieme a City Developments Limited nel primo Bloomberg Gender-Equality Index (GEI) pubblicato nel 2018. E questo fa sorridere perché dei 9 membri del board non c’è nemmeno una donna. Quanto alle partecipate, dopo Temasek ci sono The Vanguard Group (1,7%), Capital Research & Management Co. (1,5%), Norges Bank Investment Management (1,47%) e altri. Il titolo, a un anno, è cresciuto del 50%. Il settore, dunque, gode di ottima salute. E Dbs, da banca, lancia la sfida alle banche. Tanto che il claim è questo: live more, bank less. Vivi di più, bancarizzati di meno.

 

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