Anche i ricchi preferiscono i bond

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Il 26% del portafoglio dei grandi investitori sulle obbligazioni corporate e governative

di Giacomo Berdini9 febbraio 2010 | 11:30

Lo studio annuale condotto dall’Ufficio Studi Aipb sulla clientela private ha analizzato le dimensioni del comparto e la composizione dei portafogli, per fare luce sulle potenzialità del mercato e sulle scelte operate dai clienti, in modo da definire un quadro all’interno del quale il settore del Private Insurance inserisce la propria offerta, e capire di conseguenza quali direzioni è più giusto prendere per venire incontro alla domanda, soddisfacendo le richieste del ramo con un’offerta che si muova a 360 gradi.
Innanzitutto il report ha analizzato le percentuali del mercato potenziale italiano, calcolato in relazione alla dimensione della ricchezza totale delle famiglie con un patrimonio finanziario investibile superiore a 500.000 euro. Confrontando questi dati con l’andamento degli asset gestiti da strutture private specializzate, è emerso come la parte del mercato servita dal private banking si aggiri intorno al 40% del totale, e mostri una crescita esponenziale nel corso del tempo nonostante le ripercussioni della crisi. Negli ultimi 3 anni, infatti, la porzione servita dal private è salita dal 40% del 2007 al 43% del 2009, con un trend di incremento destinato ad aumentare nell’arco di quest’anno.
All’interno di questo 43%, la composizione del portafoglio è articolata in prodotti diversificati, che vanno a comporsi essenzialmente in otto categorie. Il comparto dei fondi è quello che risulta tra i meno favoriti dalla clientela private, attirando il 6% della porzione servita. Subito sopra sta l’azionario, a quota 8%. Le obbligazioni corporate catturano il 10%, subito sotto la liquidità che occupa un valore medio dell’11% dei portafogli private italiani.
I titoli di Stato si mantengono forti a quota 15%, e ottengono pari preferenze al 16% le obbligazioni bancarie e le gestioni patrimoniali. Ciò che però risulta più interessante, soprattutto alla luce dell’analisi del mercato potenziale del Private Insurance, è che le famiglie italiane detengono in portafoglio una quota di prodotti assicurativi vita pari al 18%. La nuova produzione di prodotti assicurativi vita italiana è pari a 44,4 miliardi di euro e, all’interno di questa, la sezione dedicata alla clientela private rappresenta il 9,2%, per un valore complessivo di 4,4 miliardi di euro. Di questa quota, l’84% delle polizze vita dedicate alla clientela private è stato distribuito da strutture di private banking.
Il fatto che il mercato offra delle buone potenzialità è confermato inoltre dal fatto che ben il 64% dei clienti intervistati mostri una forte preoccupazione per quanto riguarda la possibilità di perdere il capitale investito, mentre il 32% teme di subire danni al patrimonio familiare.
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
in edicola in questi giorni

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