AssoFinance e Nafop in senato, per difendere i risparmiatori

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di Matteo Chiamenti 8 Maggio 2009 | 09:00
Le due associazioni del mondo della consulenza oggettiva si sono presentate davanti alla Commissione finanze del Senato e hanno lanciato nuovi allarmi sui derivati.

Se è vero che la creatività ha donato all’umanità innumerevoli capolavori (la quinta sinfonia di Mahler, il Rinascimento, la divina commedia, il kebab giusto per fare qualche nome), nell’ambito finanziario ha generato solo guai, specie per i risparmiatori. Assofinance e Nafop lo sanno bene e hanno deciso di mettere in guardia i politici.

Nella giornata del 6 maggio, le delegazioni delle due associazioni hanno evidenziato importanti temi caldi. Assofinance, grazie all’apporto del presidente Giannina Puddu, del vicepresidente Nicola Benini e del responsabile legale Pierluigi Fadel, ha soffermato l’attenzione sulla scelta compiuta da molti piccoli e medi comuni di ristrutturare con onerosi contratti derivati i vecchi debiti a tasso fisso, senza alcuna verifica preliminare di convenienza economica e finanziaria. Insomma, una metamorfosi di bilancio che ha molto poco di kafkiano e tanto di sconsiderato.

Nafop, tramite Cesare Armellini e l’associato Marco Ortica, ha invece orientato maggiormente le proprie riflessioni sulla pratica talvolta in uso, del camuffamento (pratica ormai quasi più in voga nella finanza incravattata piuttosto che in ambito militare). “Abbiamo portato all’attenzione della Commissione finanze del Senato anche quello che potrebbe essere il prossimo scandalo” sottolinea Armellini “ovvero la vendita di prodotti derivati (sotto forma di polizze Index Linked) ai risparmiatori, ancora oggi ignari di avere nel portafoglio strumenti così rischiosi”.
 
Una occasione in più per ribadire l’importanza della figura di un consulente finanziario indipendente, che dovrà assumere in Italia un ruolo sociale indispensabile per il corretto funzionamento dei mercati finanziari. Una realtà che sta mostrando sempre di più la propria volontà di ergersi a paladino della difesa del risparmio. Sperando quindi, in ambito creativo, che ci siano sempre più Mahler e meno Madoff.

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