Reti, quante commissioni incassano i cf

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di Luca Spoldi 19 Dicembre 2017 | 09:25
Un’analisi sui conti di alcune società quotate: Azimut, Banca Mediolanum e Fineco. Ai consulenti arriva sino al 40-50%% delle fee generate.

Complice il permanere dei tassi d’interesse vicino ai minimi storici, banche e intermediari finanziari italiani continuano a spingere sui prodotti di risparmio gestito per cercare di migliorare i propri margini reddituali. La conferma è venuta dalla pubblicazione dei risultati dei primi 9 mesi dei maggiori gruppi quotati, che ha registrato quasi unanimemente una crescita delle commissioni attive. Ma quanta parte di questo flusso di ricavi torna nelle tasche dei consulenti finanziari italiani? Possiamo cercare di scoprirlo analizzando i conti da poco pubblicati: Azimut Holding, per esempio, segnala nel conto economico riclassificato come nei primi nove mesi dell’anno le commissioni di acquisizione abbiano generato quasi 5,85 milioni di euro di ricavi, quelle ricorrenti circa 378,85 milioni
e le commissioni variabili 80,38 milioni. In tutto sono oltre
 465 milioni di commissioni
per generare le quali Azimut ha sostenuto costi di acquisizione pari a poco più di 240 milioni.
 Non solo: a livello consolidato
a fronte di 566,68 milioni di commissioni attive complessive, Azimut ha registrato poco più
di 230 milioni di commissioni passive. Come dire che nelle tasche dei consulenti del gruppo è tornato circa il 62% delle commissioni
di acquisizione e ricorrenti (il 
54% se si volesse tener conto anche dei 28,3 milioni di ricavi assicurativi), ovvero il 40% di tutte le commissioni generate.

In casa Mediolanum si sorride Anche i conti di Banca Mediolanum offrono uno spaccato interessante: dal conto economico consolidato emergono commissioni di sottoscrizione per 60,28 milioni, commissioni di gestione per 721,96 milioni e commissioni di performance per poco più di 126 milioni. Contando anche le commissioni legate ai servizi bancari e diverse Banca Mediolanum ha sfiorato un miliardo di euro di commissioni attive, a fronte delle quali indica poco più di 393,6 milioni di commissioni passive rete, pari al 36,4%circa del totale delle commissioni attive e al 50,3% circa delle sole commissioni di sottoscrizione e gestione.

Fineco, entrate in aumento – Non è invece possibile elaborare il rapporto nel caso di FinecoBank, il cui conto economico riclassificato segnala solo le commissioni nette senza distinguere tra attive e passive. La società ha sottolineato come la crescita di tale voce sia legata al buon andamento delle commissioni relative all’area investing e in parte all’area banking, come dire che anche per gli uomini di Foti si è trattato di 9 mesi di crescita, anche reddituale.

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