Mediolanum Corporate University: qui formiamo con passione

A
A
A

Addestramento e comunicazione sono investimenti fondamentali per la crescita di lungo periodo

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti21 agosto 2018 | 08:30

The meaning of life is to give life meaning. In questa breve frase Viktor E. Frankl racchiude una riflessione essenziale: per percepire il senso del nostro operato, è fondamentale dare un senso a ciò che facciamo. Non ce ne vogliano i puristi delle citazioni se utilizziamo questo assist per parlare di altro: affinchè la formazione abbia un senso, occorre dare un senso alla formazione. Ecco perché l’insegnamento senza cuore è del tutto inutile, un mero esercizio di stile. Lo sa bene Banca Mediolanum, realtà che nel marzo del 2009 ha dato il via alla Mediolanum Corporate University (MCU), un’istituzione realizzata per fare crescere sì le competenze, ma al tempo stesso per custodire e tramandare i valori di un’idea, vale a dire ciò che rappresenta il “senso” aziendale. E per farlo ha lasciato parlare le emozioni, non solo i numeri. Così come ha fatto con noi Oscar di Montigny (nella foto), ideatore e fondatore di questo progetto, premiato tra le eccellenze mondiali nell’ambito delle corporate university.

Quali sono i principi che hanno portato alla nascita di MCU e quali i motivi che a vostro avviso ne hanno decretato il successo?
Tutto è partito nel 2007, quando abbiamo avuto quest’intuizione. Il nostro obiettivo non era quello di limitarci a essere una delle tante divisioni di formazione interne alle aziende, ma abbiamo sentito la necessità di creare una realtà che potesse garantire la trasmissione certa dei valori che noi riteniamo essere alla base di Banca Mediolanum e che senza questa iniziativa sarebbero rimasti probabilmente segregati nella mente del nostro fondatore Ennio Doris. Un altro nostro punto di forza risiede nella consapevolezza di essere all’interno di un mondo dinamico e che dobbiamo quindi vivere con la costante capacità di saperci rinnovare. Al di là delle comunque importanti dimensioni che abbiamo raggiunto, siamo convinti che per fare una grande formazione non basti avere grandi strutture. Servono passione, valori da trasmettere e un approccio di tipo educativo. Siamo andati a studiare i modelli di eccellenza all’estero, abbiamo analizzato i bisogni dei clienti e le esigenze dei professionisti, creando un triangolo equilatero virtuoso che ha generato di fatto un gioiello capace di essere premiato nel marzo 2013 come una delle migliori corporate university del mondo.

Come si struttura attualmente la vostra proposta formativa?
Quali ulteriori scenari di evoluzione prevedete in tal senso? Il nostro è un approccio con natura trifocale: collaboratori, dipendenti e rete vendita. A questo applichiamo una interpretazione verticale in funzione dei profili gerarchici in essere. Abbiamo poi anche una veste esterna, finalizzata alla trasmissione a terzi dei valori che riteniamo più importanti, in una sorta di incontro nel quale a emergere sono le persone e le loro storie più che la banca. Sicuramente nel futuro spingeremo per incrementare ulteriormente la quantità e la qualità di questi momenti di confronto con il mondo che ci circonda e che continua a evolversi.

Per rimanere in tema di evoluzione, come si sta indirizzando la domanda di formazione dedicata ai consulenti finanziari?
Per tanti anni formazione e comunicazione sono state le prime due voci di taglio per aziende che volevano migliorare nel breve termine i profitti. Noi siamo convinti che sarebbe un errore madornale, perché si tratta d’investimenti fondamentali per la crescita di lungo periodo. Anzi, se gli altri trascurano questi aspetti, è il momento giusto di partire per la fuga, puntando sulla qualità dei servizi. In merito al futuro della domanda di formazione non bisogna poi sottovalutare l’incognita dell’impatto della tecnologia, che sarà comunque un elemento di assoluta importanza. I cambi generazionali sono sempre più brevi e per le aziende non è facile definire un target univoco di riferimento per la clientela e verso il quale finalizzare le proprie modalità di interazione. La sfida sarà quella di creare una managerialità che sappia mostrarsi sempre più polivalente.

Quali sono le caratteristiche essenziali, sia a livello di competenze tecniche che di propensioni caratteriali, che un consulente finanziario moderno dovrebbe avere?
Ricollegandomi alla risposta precedente, in un mondo dinamico dove i riferimenti sono sempre più a breve termine, credo che le competenze soft acquisiranno un’importanza sempre più rilevante rispetto alle hard skill. Ieri la competition si faceva su queste ultime, già ora è l’opposto, con buona parte del mercato che cerca professionisti che abbiano nella capacità di gestire le persone, nell’empatia, nell’intelligenza emotiva e in quella relazionale i loro punti di forza. In aggiunta a ciò, anche le competenze hard sono sempre più variegate, con la nascita di nuove mansioni come quella del social media manager o del data scientist, giusto per citarne qualcuna. Oggi formarsi è sopravvivenza e un popolo di ignoranti non aiuta la crescita del sistema. Se vogliamo citare qualche dato, l’Ocse colloca l’Italia nel ranking dei paesi con più analfabeti funzionali al mondo, precisamente al decimo posto. Nell’ottica della crescita del nostro Paese tutto ciò è insostenibile.

Chiudiamo con un giochino. Come si immagina MCU tra dieci anni?
Me la vedo liquida, nei termini in cui Zygmunt Bauman definisce la società moderna. Magari le nostre strutture saranno riconvertite seguendo nuovi stili comunicativi. L’educazione frontale credo perderà pian piano quota a favore di un approccio autonomo; meno formazione diretta e più ore del tempo lavorativo dedicate obbligatoriamente alla formazione, attraverso una moltitudine di mezzi anch’essi liquidi. Guardando verso l’esterno solo le aziende più educate potranno cambiare il loro mondo, le altre scompariranno. Se pensate che una volta l’elemento cardine di una buona preparazione aziendale risiedeva nell’imparare l’inglese, nel futuro magari ci troveremo a fare corsi di coding per le nostre esigenze professionali. Ma sono sicuro che se sapremo cavalcare le potenzialità di un Paese come il nostro, le cui carattestiche eccezionali sul piano culturale sono senza uguali al mondo, allora ci attende un futuro da vincenti.


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Consulenti, formazione certificata a ITForum Rimini 2019

Efpa Italia, cambiano i programmi di certificazione

Consulenza, non è mai troppo tardi per imparare

Ti può anche interessare

Che forza la raccolta di Fineco

Luglio molto solido. Senza l'effetto delle imposte pagate dalla clientela si registrerebbe un increm ...

Reti, sforbiciata agli organici

I dati sul numero di consulenti finanziari a fine 2018: la maggior parte di big player ha limato il ...

Draghi sta per chiudere l’ombrello del Qe

Attesa per la riunione dei vertici della Banca Centrale Europea, in programma per domani 25 ottobre ...